La Germania ha sospeso l’uso del vaccino AstraZeneca contro il coronavirus. La decisione in via precauzionale alla luce delle notizie relative a trombi sanguigni e su consiglio dell’ente regolatore nazionale sui vaccini, il Paul Ehrlich Institute, che ha chiesto di indagare sui dati. Ad annunciare la sospensione è il ministero federale della Salute, che ha aggiunto che l’Agenzia Europea del Farmaco deciderà “se e come la nuova informazione avrà effetti sull’autorizzazione del vaccino”. Il ministro della Salute Jens Spahn ha dichiarato: “Conosciamo la portata di questa decisione che non è stata presa a cuor leggero. Ma è una decisione fattuale e non politica, è una decisione presa per pura cautela – ha continuato – Per mantenere la fiducia nel vaccino dobbiamo dare ai nostri esperti il tempo di verificare i nuovi casi e sgomberare il campo da eventuali rischi”.

La decisione della Germania ha anticipato di pochi minuti quella dell’Italia. Irlanda e Olanda avevano già sospeso in via precauzionale la sospensione del farmaco. Berlino pochi giorni fa aveva criticato la sospensione di Danimarca, Islanda e Norvegia. Lo stop dell’Olanda durerà almeno fino al 29 marzo in attesa di una revisione da parte dell’Ema. Il Piemonte aveva sospeso ieri la somministrazione di un lotto, il n. ABV5811. La procura della Repubblica di Biella ha disposto un decreto di sequestro di tutto lo stock di 393.600 dosi. Una decisione in via cautelativa al fine di procedere alle opportune analisi cliniche per confutare la pericolosità del farmaco, hanno sottolineato i Nas. Le indagini, affidate al Nas di Torino, dirette dal sostituto procuratore Paola Francesca Ranieri della procura della Repubblica di Biella sotto il coordinamento del procuratore capo, Teresa Angela Camelio.

A far scaturire la decisione la morte di un professore di 57 anni che sabato 13 marzo aveva ricevuto la prima dose. Si chiamava Sandro Tognatti, di Cossato, in provincia di Biella. Si era vaccinato a Candelo, era insegnate di clarinetto al conservatorio di Novara e suonava per l’orchestra Rai di Torino. In corso intanto sopralluoghi degli ispettori del ministero della Salute all’ospedale Umberto I di Siracusa e alla base militare di Augusta, dove lavorava Stefano Paternò, 43 anni, morto il 9 marzo scorso nelle ore successive alla somministrazione di una dose di un lotto del vaccino Astrazeneca. Lotto poi sospeso.

L’Ema ha comunque ribadito che al momento non c’è alcuna evidenza tra le inoculazioni del vaccino inglese e i decessi. “Stiamo lavorando per accelerare l’autorizzazione di nuovi siti di produzione per AstraZeneca entro il mese in modo da aumentare le forniture in tutta l’Ue”, ha annunciato Marco Cavaleri, capo della strategia sui vaccini dell’Ema, nel corso di un’audizione alla commissione Sanità del Parlamento europeo. L’Ema ha segnalato che non c’è stato alcun aumento di incidenze delle trombosi tra la popolazione europea dall’inizio della campagna vaccinale. Su cinque milioni di individui che nell’Unione Europea hanno ricevuto il preparato AstraZeneca sono stati rilevati 30 casi di trombosi. Nel Regno Unito circa 11 milioni le dosi somministrate. L’Autorità di controllo locale (Mhra) ha rilevato tre decessi e 45 trombosi tra i vaccinati. I test sul preparato hanno coinvolto 23mila persone. Gli effetti collaterali più frequenti sono stati febbre e mal di testa. Estremamente rari gli effetti avversi più gravi che si sono risolti piuttosto rapidamente con assistenza medica.

Stesso concetto dell’Ema è stato espresso da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Sulla sicurezza del preparato ha insistito anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, a Rainews24: “Non avrei la minima esitazione né a riceverlo né a consigliarne la somministrazione alle persone a me più care – ha detto – Il vaccino si è dimostrato efficace e quanto alla sicurezza, se è giusto fare gli approfondimenti del caso non dobbiamo lasciarci andare a reazioni emozionali, dobbiamo contestualizzare bene una connessione di temporalità rispetto invece a un nesso di causalità, che va sempre ben distinto. È importante fare valutazioni ma i dati che arrivano da tutto il mondo ci dicono che questo vaccino è un’arma assolutamente utile per la campagna vaccinale”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.