Un ragazzino di 13 anni ha perso la vita poco dopo la mezzanotte del primo gennaio a causa delle lesioni riportate all’addome in seguito all’esplosione di un petardo.

La tragedia di Capodanno si è verificata ad Asti, in Piemonte, nei pressi del campo nomadi di via Guerra dove il piccolo viveva con la famiglia. Soccorso immediatamente e trasportato all’ospedale, è arrivato al Pronto soccorso già in arresto cardiaco e per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

RABBIA E DANNI IN OSPEDALE
– Tensioni al pronto soccorso di Asti dove i parenti del 13enne deceduto hanno provocato danni alla struttura. I parenti avrebbero voluto vedere il ragazzino, sul cui corpo verrà disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte. Tensioni anche con le forze dell’ordine presenti che hanno dovuto chiamare i rinforzi. “L’episodio – comunica il Dipartimento della pubblica sicurezza – ha provocato problemi di ordine pubblico presso l’Ospedale, dove il minore è stato portato dopo l’incidente, con l’intervento delle Volanti della locale Questura in ausilio ai Carabinieri, intervenuti aggrediti dai familiari del minore”.

IL BILANCIO NAZIONALE – E’ di un morto e 79 feriti il primo bilancio dei botti di Capodanno reso noto dal Dipartimento della pubblica sicurezza. Anche lo scorso anno si era registrata una vittima. Il numero totale dei feriti è in diminuzione rispetto all’anno scorso (204, di cui 38 ricoverati). Dei 79 feriti di quest’anno, 23 sono i ricoverati. In relazione alla gravità delle lesioni riportate, 67 hanno una prognosi inferiore o uguale ai 40 giorni (l’anno scorso erano stati 193), 12 sono più gravi, con prognosi superiore ai 40 giorni (11 l’anno passato). Lo scorso anno si registrarono 9 ferimenti dovuti all’uso di armi da fuoco, mentre quest’anno i casi sono 13 (di cui uno con prognosi maggiore di 40 giorni). Otto i minorenni che hanno riportato lesioni, a fronte dei 43 dello scorso anno.

MILANO – La fine del 2020, a Milano e nel Milanese, fa segnare un minimo storico di botti e feriti rispetto alla media. Secondo i primi dati nel passaggio al 2021 si è festeggiato molto meno con circa “la metà degli interventi del 118 per un Capodanno normale”.

Sono al momento cinque i feriti nella notte di Capodanno a Milano, secondo i dati della questura. Tra questi, il più grave è un 54enne che ha perso due dita di una mano. Alcuni ragazzi hanno riportato ferite, sempre dovute ai botti, agli zigomi o vicino agli occhi, ma nessuno è grave. Altri due uomini, entrambi albanesi, sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco nel corso di un episodio – secondo i primi accertamenti – di criminalità.

NAPOLI –  Tra gli otto feriti nella notte tra Napoli e provincia, la più grave è una donna che è stata colpita da una scheggia al sopracciglio. Si tratta di una 52enne residente a Roma ma tornata a Mugnano di Napoli, comune a nord della città, per trascorrere il Capodanno insieme all’anziana madre.

In un primo momento si era pensato a un proiettile vagante, ma i successivi accertamenti fanno pensare piuttosto a una scheggia, frutto dell’esplosione di un botto.

La donna – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – era scesa in strada per depositare nei cassonetti la spazzatura quando ha avvertito un forte bruciore tra il naso e il sopracciglio destro. Inizialmente è stata trasportata all’ospedale San Giuliano di Giugliano, per poi essere trasferita a Napoli all’ospedale Cardarelli.

La tac nell’ospedale di Giugliano ha mostrato che nella zona dei turbi nasali vi era un frammento metallico di 17 millimetri.  Gli altri feriti hanno avuto tutti prognosi tra i 7 e i 20 giorni, soprattutto per ferite alle mani.

È stata una notte di San Silvestro relativamente tranquilla quella registrata al Cardarelli di Napoli. Sono stati infatti 8 i feriti che hanno avuto bisogno di ricorrere al pronto soccorso del Cardarelli durante questa notte di festeggiamenti. Tra i casi più seri, i chirurghi ortopedici del Cardarelli hanno ricostruito la mano a un clochard, dopo che la stessa era stata devastata da un petardo.

I dati disegnano insomma una situazione ben più leggera degli anni passati, mettendo in evidenza una riduzione dei traumi legati ad esplosioni e ustioni, ma soprattutto l’assenza quasi totale di accessi legati all’abuso di alcol da parte dei giovanissimi. Complice la chiusura delle discoteche e dei locali della movida, non si sono registrati infatti ricoveri legati a coma etilico. Fenomeno divenuto negli ultimi anni estremamente preoccupante.

ROMA – Feriti lievi a Roma e provincia. Secondo quanto si apprende da fonti di polizia, si tratta di nove feriti lievi che hanno riportato abrasioni, ustioni, e contusioni. Il più grave ha avuto una prognosi di 15 giorni per una “contusione bulbare”. Gli episodi si sono verificati al centro di Roma, in zona ponte Milvio, a Fiumicino, Marino, Frascati e Velletri.