Negli ultimi 10 anni il numero dei crimini denunciati è diminuito. A questo dato non corrisponde una diminuzione del numero dei detenuti in Italia, sovraffollando le carceri in maniera preoccupante.  La denuncia arriva da un’analisi comparata tra Stati europei realizzata dall’associazione Antigone e sostenuta dal Criminal Justice Programme dell’Ue. A oggi ci sono più di 584mila persone recluse in tutta l’Unione europea. Di questi circa 30mila sono donne. Su tutta la popolazione carceraria quasi un quarto non ha ancora ricevuto una sentenza definitiva e un quinto sconta una pena di 12 mesi o inferiore.

I Paesi con il più alto numero di reclusi sono il Regno Unito, con oltre 93mila persone in stato di detenzione e la Polonia, con 73mila, che ha anche la più alta percentuale in rapporto alla popolazione. Seguono FranciaGermaniaItalia e Spagna, intorno ai 60mila detenuti ciascuno. L’associazione Antigone ha evidenziato come negli ultimi dieci anni, i crimini denunciati alle forze di polizia siano diminuiti e così anche la popolazione carceraria europea, con alcune eccezioni e differenze tra i diversi Paesi. In Italia, dove la popolazione carceraria è calata drasticamente per effetto delle leggi deflative, i detenuti sono di nuovo in aumento: al 30 settembre erano 60.881, con un tasso di sovraffollamento del 120%.

Nel complesso, l’Ue ospita un numero inferiore di detenuti rispetto alla capacità ufficiale dei suoi sistemi penitenziari, ma se si guarda ai singoli Stati, le differenze sono molto pronunciate. I sistemi carcerari più sovraffollati sono quelli di Francia, Italia, Ungheria e Romania, con il 115% e il 120% di sovraffollamento. Danimarca, Austria, Grecia, Repubblica Ceca, Portogallo, Slovenia, Malta e Belgio mostrano tassi di occupazione dei penitenziari tra 100,5 e 109,3%.

In media, un quinto dei detenuti è straniero, ma anche su questo tema ci sono differenze significative. I Paesi con le più alte percentuali di cittadini stranieri detenuti sono il Lussemburgo con il 72,1%, l’Austria con il 54,7% e la Grecia il 52,7%. In questi paesi la maggior parte, in media oltre il 70%, non è cittadino di uno Stato Ue. Sono il 23% i detenuti in custodia cautelare che ancora non hanno ottenuto una condanna definitiva. I Paesi con percentuali superiori al 40% sono Lussemburgo, Paesi Bassi e Danimarca, seguite da Belgio, Italia, e la Grecia, tra il 35,6% e il 32,4%. Al momento, il 19,4% dei condannati sta scontando meno di un anno di pena, si tratta quindi di detenuti che stanno in carcere per reati che, come sottolinea l’Associazione Antigone, “potrebbero essere contrastati con forme alternative alla detenzione”.