“Un milione e trecentomila euro destinati a progetti per i detenuti dentro e fuori dalle carceri”. Lo annuncia il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello ospite ad un’iniziativa della cooperativa Less, che si è svolta a Napoli nell’ambito del Festival Intrecci giunto alla quarta edizione. “Firmiamo oggi un importante accordo in modo che, una volta scontata la pena, i detenuti abbiamo una chance da giocarsi per ottenere un lavoro e reintegrarsi nella società”.

Un accordo che costituisce una parte di quanto si potrebbe fare. Continua Ciambriello: “Le istituzioni dovrebbero essere molto più presenti. Anche i sindaci dovrebbero svolgere la loro parte, in quanto i detenuti fanno parte della loro comunità. Troppo spesso le carceri sono viste come un problema di altri e al contrario offrire un’altra opportunità è la strada più sicura per evitare che compiano nuovamente reati”. Ne è fermamente convinto anche Domenico Schiattone, direttore dell’Ufficio detenuti del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria: “I detenuti a Napoli escono dal carcere per pulire Scampia o fare altri lavori di pubblica utilità. Ma queste iniziative coinvolgono numeri troppo piccoli di persone e non inducono alla professionalizzazione. Questo lavoro andrebbe retribuito, non deve essere solo un’occasione per uscire dalla cella. Entro il 2019, anche se in ritardo, partiranno dei corsi di formazione per detenuti e, al termine di un triennio, saranno attivati stage con il conseguimento di un certificato professionale. Si potrebbe, però, fare molto di più. Manca una rete reale sul territorio per responsabilità delle istituzioni. Non ci sono fondi per assistenti sociali, psicologi e esperti. Il volontariato fa tantissimo, ma è solo”.

Ed è il direttore di Less, Giulio Riccio, a spiegare il progetto di Less per i detenuti e illustrare quanto fa il terzo settore su questo versante: “Abbiamo stipulato protocolli d’intesa con più carceri. Svolgiamo dei laboratori e abbiamo in calendario un importante investimento per sviluppare una chocolaterie. In particolare operiamo con i minori. Offrire un’occasione ai ragazzi che, seppure giovanissimi, hanno imboccato la strada del crimine, è l’unico modo per rendere la nostra società più sicura”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.