Cari amici tedeschi“, inizia così la lettera scritta da undici politici e amministratori italiani di centro destra e di centro sinistra, pubblicata oggi a tutta pagina sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. L’obiettivo è persuadere la Germania a un atteggiamento più conciliante di fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia.

Tra i firmatari, insieme all’europarlamentare di Azione Carlo Calenda, i sindaci Beppe Sala, Giorgio Gori, Stefano Bonaccini e il governatore della Liguria Giovanni Toti.

“Oggi l’Unione europea – si legge nell’appello – non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere. Per questo 9 stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio) hanno proposto l’emissione di Eurobond per far fronte alla crisi”.

L’iniziativa, ha spiegato Calenda su Twitter, serve per ricordare ai tedeschi come dovrebbe comportarsi un grande Paese durante un’emergenza.

“L’Olanda capeggia un gruppo di paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire- scrivono i firmatari del manifesto – Il debito della Germania dopo il 1945, era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare. Nel 1953 a Londra, ventuno Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante. In questo modo, la Germania poté evitare il default. Di quella decisione dell’Italia, siamo ancora oggi convinti e orgogliosi. Lo ripetiamo: in questo caso, con gli “Eurobond” dedicati al Coronavirus, non si cancelleranno o mutualizzeranno i debiti pregressi”.

Infine, un appello al senso di comunità e ai valori che fondativi dell’Unione: “Il vostro posto è con i grandi paesi europei. Il vostro posto è con l’Europa delle Istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali. Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”.