Ambrogio
Case popolari, più risorse per i comuni medi di Milano, ma la crisi abitativa coinvolge tutto il tessuto sociale

Il mercato degli alloggi ha necessariamente caratteristiche legate per tipologie e per costi alle attività economiche che interessano il territorio. Se a Milano offerta e domanda continuano ad incontrarsi su segmenti immobiliari alti, è fisiologico guardare oltre i confini urbani per cercare risposte e bisogni abitativi diversi. Posto che la stessa idea di metropoli considera necessariamente i Comuni limitrofi, è quindi all’offerta abitativa sull’intera Città Metropolitana che bisogna ragionare, a maggior ragione nelle dinamiche di alloggi popolari.
La crisi abitativa
Una delle criticità note, riguarda il numero degli alloggi non assegnati, a causa di necessarie ristrutturazioni e messe a norma che spesso i Comuni faticano a finanziare in tempi brevi. Massimo Vizzardi, Consigliere regionale lombardo di Azione, si è fortemente battuto in Consiglio, riuscendo a fare approvare un emendamento alla legge di Normativa Ordinamentale, che agevola i Comuni tra i 10.000 e i 20.000 abitanti – che nella città metropolitana di Milano sono una trentina – nella possibilità di alienare immobili di proprietà pubblica, con i cui proventi – poi – finanziare la manutenzione degli alloggi assegnabili.
“Sono molto soddisfatto per l’approvazione dell’emendamento. A fronte di una crisi abitativa che coinvolge tutto il tessuto sociale, sul territorio di Regione Lombardia sono 19.484 gli alloggi che risultano liberi o suscettibili di ristrutturazione o manutenzione, pari al 16,79% del totale. Di questi, 14.409 risultano essere in carenza manutentiva, dei quali 7.932 sono di proprietà comunale” afferma Vizzardi, citando i risultati emersi dalla missione valutativa promossa dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione di cui è Vicepresidente.
L’opportunità non sfruttata
La legge regionale n. 16/2016 prevede la possibilità per i Comuni di alienare o valorizzare parte del proprio patrimonio abitativo pubblico, vincolando i relativi proventi alla riqualificazione dei restanti alloggi sfitti. Tuttavia, purtroppo, questa opportunità è scarsamente utilizzata. A dicembre 2023, dei 1.516 Comuni lombardi, solamente 78 avevano dato attuazione a quanto previsto dalla legge regionale. Dei 7.932 immobili in carenza manutentiva, solo 637 erano stati valorizzati e 247 alienati. “Chiedevo ed ho attenuto di aumentare la percentuale di alloggi alienabili dal 15% al 20% per i Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti, affinché anche i centri di medie dimensioni possano disporre di maggiori risorse da destinare alla ristrutturazione dei restanti immobili ad oggi non utilizzati, per aumentare la disponibilità di alloggi pubblici e affrontare l’emergenza abitativa con maggiore tempestività”.
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