Il Senato ha autorizzato il processo a Matteo Salvini.  I senatori della Lega sono usciti dall’aula e non hanno preso parte alla votazione. L’ordine del giorno presentato da FI e FdI per negare l’autorizzazione a procedere è stato respinto. A votare a favore sono stati 76 parlamentari, 152 i contrari e nessun astenuto.

Il numero dei favorevoli e dei contrari è stato reso noto solo questa sera, poco prima delle 20: i senatori che non hanno partecipato alla votazione potevano farlo fino al tardo pomeriggio comunicando il loro voto ai senatori Segretari .Il Senato doveva approvare o meno l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona aggravato per aver impedito per più di tre giorni lo sbarco di 116 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti.

Il voto di oggi sarà per il Parlamento l’ultimo atto di una vicenda esplosa il 27 luglio dello scorso anno davanti alle coste della Sicilia e conclusasi quattro giorni più tardi nel porto di Augusta, quando finalmente vennero fatti sbarcare i 130 migranti che erano stati soccorsi dalla nave della Guardia costiera. La parola passerà poi ai magistrati che dovranno stabilire se rinviare a giudizio il leader della Lega.

L’INTERVENTO DI SALVINI – Salvini in aula ha contestato il fatto che i banchi del governo fossero vuoti. La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha spiegato che nella seduta odierna “non era prevista la presenza dell’esecutivo” e che per questo motivo i primi banchi erano vuoti come si vede nelle foto che Salvini ha postato su Twitter. Già nei giorni scorsi la Casellati era stata aggredita dal Pd e dal Movimento 5 Stelle di scarsa imparzialità. Poi il leader leghista ha aggiunto: “La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell’aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto”.

“C’è bisogno di una cavia? Eccomi – ha continuato – L’unica mia preoccupazione non è per me: mi spiace per quello che i miei figli domani leggeranno sul giornale”. Poi ha attaccato Repubblica senza citarla sul titolo che lo vede protagonista “Cancellare Salvini”, riferito ai decreti sicurezza e alle politiche sui migranti: “Mia figlia mi ha chiamato e io a dire: ‘No Mirta guarda che nessuno vuole cancellare papà. Sono dei giornalisti un pò burloni’…Se fosse stato scritto da Libero quel titolo sarebbero arrivati i caschi blu a rimuovere quel direttore”.

“State tenendo ostaggio l’Italia procrastinando sempre: questo è sequestro di persona – ha detto rivolto alla maggioranza giallorossa – Decidete sulla gronda, sul Mes, sulle autostrade, sulla giustizia, fate qualcosa e se saremo d’accordo voteremo a favore. Da sei mesi state paralizzando l’Italia litigando su tutto, tranne che sul cattivo Salvini”.

E ha concluso dicendo ai senatori della Lega: “Usciamo da quest’aula e facciamolo decidere a un giudice se sono un pericoloso criminale. Ormai il re è nudo, il governo può andare avanti qualche mese o settimana ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo”.

Prima di entrare in aula Salvini aveva dichiarato: “Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente”, ha scritto Salvini sui suoi canali social. “‘Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui'”, scrive poi il leader della Lega, citando Ezra Pound.

LA POSIZIONE DI ITALIA VIVA – Sul caso Gregoretti il leader di Italia Viva Matteo Renzi, intercettato dai cronisti in Senato, ha spiegato che voterà ma senza intervenire in Aula.  Come voterà? “Indovinate? Ma che domande fate?”, lasciando intendere il suo sì al processo per Matteo Salvini.