Via libera della Giunta delle Immunità del Senato all’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini nell’ambito del caso Gregoretti. La relazione del presidente Maurizio Gasparri che diceva No al processo è stata infatti respinta. Cinque i voti contrari, quelli dei componenti leghisti, cinque quelli favorevoli, da Forza Italia e Fratelli d’Italia, e assente la maggioranza. Ma da regolamento del Senato in caso di pareggio vincono i voti contrari.

La senatrice Erika Stefani, a nome dei componenti leghisti della giunta per le immunità di Palazzo Madama, ha duramente attaccato la maggioranza, che ha disertato il voto.  “La maggioranza non solo vuole processare Salvini, ma pretende anche di decidere come e quando –afferma Stefani – Se la maggioranza pensa davvero che Salvini sia un sequestratore, l’ex ministro andrebbe fermato subito. La melina di Pd, 5Stelle e Iv dimostra che è solo una vergognosa sceneggiata per colpire il leader della Lega. La vera sentenza sarà emessa dagli elettori di Calabria ed Emilia-Romagna, e per smascherare l’ipocrisia della maggioranza voteremo sì al processo”.

Prima della riunione i partiti della maggioranza avevano confermato la decisione di disertare i lavori della Giunta per le Immunità. I lavori, iniziati poco dopo le 17, vedevano infatti presenti solo le opposizioni. Nell’aula c’erano in tutto senatori (5 della Lega, quattro di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia). Assente per malattia il senatore del gruppo delle Autonomie Durnwalder mentre sono assenti per protesta i 10 membri della maggioranza, compresi due del Misto.

RIUNIONE “ILLEGITTIMA” PER IL PD – Arrivando alla riunione della maggioranza per decidere la linea da tenere sul caso Gregoretti, il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci aveva precisato di ritenere la riunione di oggi della Giunta “illegittima, dopo quanto accaduto con la giunta per il Regolamento per decisione della Casellati”.

SALVINI: “PROCESSATEMI” – Il leader della Lega Matteo Salvini aveva inviato un chiaro ordine di scuderia ai senatori leghisti: “Mandatemi a processo“. Un cambio di strategia nella vicenda della nave della guardia costiera – fermata per 5 giorni a pochi metri dalle coste italiane con 131 migranti a bordo – che negli ultimi giorni si è trasformata in una battaglia con la maggioranza giallorossa, tutta giocata sul regolamento di palazzo Madama. “Ci ho ragionato ieri e stanotte e sono arrivato a una decisione, che ormai è diventata una barzelletta che va avanti da anni, domani chiederò ai senatori della Lega di votare sì per farmi processare. Portatemi in tribunale e la chiariamo e sarà un processo contro l’intero popolo italiano”.

Un “atto di coraggio – commenta il pluripotenziato leghista, Giancarlo Giorgetti – mettiamo fine a questo tormentone, si faccia processo”. L’ex sottosegretario del governo gialloverde non ha dubbi: “Vediamo se il tribunale avrà ragioni per condannare Salvini che ha difeso i confini, come si fa negli Stati Uniti, in Svizzera”. E poi attacca il premier Giuseppe Conte: “Quando verrà chiamato a testimoniare al processo dirà che non vedeva i tg, che non leggeva i giornali, e non sapeva che faceva il suo ministro dell’Interno. Ma da lui ci aspettiamo di tutto”.

ZINGARETTI ALL’ATTACCO – Il segretario del Pd Nicola Zingaretti in una intervista radio ai microfoni di Rtl 102.5 è tornato sul caso Gregoretti attaccando Salvini, che “sta usando ancora una volta un tema che riguarda la giustizia per motivi politici e personali”, ha detto il governatore del Lazio. Zingaretti ha quindi ricordato che il leader del Carroccio ha utilizzato la stessa strategia anche “con il caso Diciotti e con il Russiagate. Sta costruendo un battage politico perché pretende l’impunità. Noi pensiamo che gli avversari si sconfiggono con la politica e non con la giustizia. Quello che sta facendo Salvini è sempre sullo stesso film: garantista su se stesso, giustizialista quando si tratta di altri”.