La giunta per le immunità del Senato non rimanda il voto su Matteo Salvini: deciderà lunedì prossimo, 20 gennaio, per il caso del sequestro dei 131 migranti trattenuti per alcuni giorni a fine luglio a bordo della nave della Guardia costiera ormeggiata nel porto di Augusta.

Dopo giorni di rinvii e di concitazione, si è arrivati alla decisione in un clima di caos e di polemica che ha letteralmente investito la presidente del Senato, accusata dalla maggioranza di non essere imparziale e di aver favorito il centrodestra, che da giorni chiedeva il rispetto del calendario della Giunta presieduta da Gasparri. Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno dato battaglia fino all’ultimo per lo slittamento del voto a dopo le elezioni regionali – con l’obiettivo di non concedere vantaggi ‘dialettici’ alla Lega nella corsa per la presidenza dell’Emilia Romagna e della Calabria.

Il “semaforo verde” alla Giunta è arrivato al termine di una discussione durata oltre tre ore che si era aperta con il riequilibrio dei componenti della Giunta per il Regolamento, composta fino a ieri mattina da dieci senatori, 6 della minoranza, 2 M5S e 2 Pd.

Casellati, su richiesta e indicazione della maggioranza, ha chiamato a farne parte Loredana De Petris e Julia Unterberger, presidenti del Misto e del Gruppo per le Autonomie. Con un plenum di 12 parlamentari, 6 per schieramento, la Giunta, all’unanimità e senza il voto di Casellati, ha affermato la perentorietà dei limiti fissati dalle norme di Palazzo Madama, ha sancito cioè che la Giunta ha 30 giorni di tempo per esprimersi su una richiesta di autorizzazione a procedere contro un ministro.

A questo punto l’opposizione ha presentato un secondo documento: un ordine del giorno per chiedere una deroga per il solo caso Gregoretti poiché il termine dei 30 giorni sulla vicenda che tocca il leader della Lega scadeva proprio ieri. Ma la Giunta – ha sostenuto il centrodestra – non avrebbe potuto riunirsi perché due suoi componenti sono in missione con la commissione Antimafia negli Stati Uniti (Pietro Grasso e Mario Giarrusso) e perché deve essere convocata con un preavviso di almeno 24 ore.

L’ Odg è quindi passato con il voto decisivo di Casellati, per garantire «il corretto funzionamento del Senato». Nella Lega c’è soddisfazione. «La maggioranza non potrà scappare dal giudizio degli italiani, a partire da calabresi ed emiliano-romagnoli», ha commentato la senatrice Erika Stefani, a nome dei componenti leghisti della Giunta per le immunità.