Italia Viva, PD e Movimento 5 Stelle hanno chiesto di rinviare il voto sulla richiesta a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini a dopo le elezioni del 26 gennaio. Il primo ad avanzare questa proposta è stato il senatore del M5s Mattia Crucioli tenendo conto della sospensione delle attività delle commissioni del Senato prevista dalla conferenza dei capigruppo dal 20 al 24 gennaio per via delle elezioni regionali del 26.

Una proposta che ha trovato risposta immediata dal leader del Carroccio, accusato di sequestro di persona: “Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità”, ha detto l’ex ministro commentando la richiesta di rinviare il voto sul caso Gregoretti.

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA GASPARRI: “DIRE NO ALL’AUTORIZZAZIONE” – Intanto il presidente e relatore del caso Salvini nella giunta per le immunità del Senato, Maurizio Gasparri, ha proposto che la giunta “proponga all’assemblea il diniego alla richiesta di autorizzazione a procedere” nei confronti di Salvini. Secondo Gasparri “a prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte, elemento sul quale la giunta non può, anzi non deve esprimersi, sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico governativo di quest’ultimo comprovato innanzitutto dall’assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte da lui operate”.

IL CASO GREGORETTI – La nave della guarda costiera fu fatta sbarcare il 31 luglio, dopo 3 giorni in mare con 131 persone a bordo in attesa di un porto sicuro, solo una volta raggiunto un accordo per la distribuzione con Germania, Francia, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo, più l’accoglienza in alcune strutture dei vescovi italiani.

L’imbarcazione della guardia costiera, che aveva recuperato i migranti da un peschereccio siciliano ed in parte da un gommone, si era diretta verso Lampedusa ma il Viminale guidato da Salvini aveva negato lo sbarco, lasciando l’unità militare italiana in mare ad aspettare che commissione europea riuscisse ad ottenere da cinque Paesi la disponibilità ad accogliere parte dei migranti. Solo dopo l’accordo il ministro dell’Interno leghista concesse l’autorizzazione allo sbarco della nave, nel frattempo dirottata nel porto di Augusta.