Caro Emanuele Fiano,

Tu illustri nel modo giusto la domanda essenziale che viene posta al Senato, ma secondo me dai la risposta sbagliata. La domanda è: Salvini ha agito per ragion di Stato? Tu rispondi: no. Io rispondo: sì, per ragion di Stato. Per una pessima ragion di Stato: io credo che le sue decisioni sulla Diciotti e sulla Gregoretti siano state sciagurate. Ma non sindacabili dalla magistratura. Al Senato non viene chiesto un giudizio sulla ragion di Stato per la quale ha agito Salvini, viene chiesto solo se ha agito per ragioni di Stato o per interesse personale. Questo è il motivo principale per il quale credo che voi dobbiate negare l’autorizzazione a processare Salvini. Sarebbe un processo politico. Immagina una situazione rovesciata: un ministro fa sbarcare una nave di immigrati irregolari e un Pm chiede l’incriminazione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Voteresti l’autorizzazione?

Poi ci sono altre due considerazioni che io faccio. Innanzitutto credo sia un vero disastro lasciare alla magistratura la direzione della politica dei soccorsi in mare. La magistratura già si è molto allargata, con la folle inchiesta di Catania che due anni fa spazzò via le Ong dal Mediterraneo. Il risultato? Centinaia di profughi affogati. Come si può lasciare a un Sostituto, o anche a un Procuratore, il compito che è del Parlamento e del Governo?

Infine c’è la questione generale. Se la politica stavolta deciderà di lasciare Salvini in mano ai giudici, sarà un passo irreversibile. Lo stato di diritto pagherà un prezzo altissimo. la democrazia sarà esposta indifesa alle sopraffazioni giudiziarie.

P.S. Salvini è un garantista? No, hai ragione tu, non lo è. Ma il garantismo non è fatto per difendere solo i garantisti. Il garantismo difende tutti. Anche Salvini e Travaglio.