Il centrismo in Italia è in subbuglio dopo i risultati delle europee, che hanno visto le due liste – Stati Uniti d’Europa e Azione-Siamo Europei – sotto la soglia dello sbarramento. Clemente Mastella non era candidato, anche se lo era sua moglie, Sandra Lonardo con la formazione creata da Italia Viva e Più Europa. E i voti che è riuscito a intercettare il sindaco di Benevento – o meglio, le ‘truppe mastellate’ – sono tutti arrivati alla lista SUE, che infatti in Campania è andata forte, superando in diverse aree il 4%. Dall’alto del successo personale, nonostante l’esito sfortunato, Mastella ha parlato in conferenza stampa oggi e anche a Un giorno da Pecora su Rai Radio1.

Mastella e il centro in Italia, le primarie per il leader

Proprio sul programma radiofonico, intervistato da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, Mastella è stato chiaro: “O il centro mette insieme tutti oppure non ha senso. A destra il centro c’è ed è chiaro, è Forza Italia. Dall’altra parte non si riesce a fare lo stesso”. Al che i conduttori gli chiedono: Lei si sentirebbe di fare il federatore di quest’area di centro?: “No, io ho un altro ruolo ormai”. Alla domanda, invece, su quale potrebbe essere il modo per trovare una figura che possa diventare il federatore dell’area, il sindaco democristiano risponde: “Con due primarie: una per scegliere il leader del centro e un’altra per scegliere quello dell’intero centrosinistra”. Lei vede ancora possibile la presenza di Calenda all’interno di questo centro? A questa domanda, Mastella ha risposto: “Se vuol fare il centro ritiro anche la mia querela, civile e penale, a Carlo Calenda. Più di questo non posso davvero fare”.

Mastella e il centrosinistra, il nodo Renzi e Calenda

“Il centrosinistra compatto sarebbe maggioranza nel Paese. Ma così non è: sono come i Curiazi e i Curiazi perdono storicamente. E senza un centro la sinistra non vincerà mai” ha detto Mastella ancora ai giornalisti. Poi il leader di Noi di Centro ha parlato delle figure politiche già presenti: “Se Calenda elimina questa forma a volte un po’ esagerata di pensare a se stesso e non anche agli altri, discorso che vale pure per Renzi che mi pare più remissivo, sono pronto a lavorare per la costruzione di un’area centrale che è indispensabile in Italia. Se si continua a litigare non ha senso. Se Calenda dunque è pronto a questo, io ritiro la querela, anche perché la sua è stata una campagna ossessiva nei miei riguardi dicendo cose menzognere come quella di legare la mia persona alla mafia. Se vogliamo fare sacrifici, io sono pronto”.

Poi in conferenza stampa a Benevento ha parlato anche di Renzi e della convergenza con il leader di Iv. “L’ho sentito e ci vedremo nei prossimi giorni. Il partito va organizzato. Bisogna organizzarsi per davvero in vista delle regionali e fare anche una scelta di campo: il centro deve scegliere perché così non va”. Il 77enne Mastella vuole ancora dire la sua, d’altronde ha dimostrato che i voti li sa veicolare, specie se la moglie è candidata da qualche parte.

Sandra Lonardo Mastella e il tesoretto elettorale

Ed è proprio la moglie, Sandra Lonardo, a mettere sul tavolo quanto conquistato: “Siamo lieti di aver raggiunto il risultato con una campagna elettorale di soli 30 giorni, senza teatrini come quelli che oggi fanno parte della politica. Ho ottenuto quasi 13mila preferenze nel Sannio da persone che conosco una per una come vuole la vecchia politica”. Lonardo, o meglio Mastella, visto che così si poteva votare sulla scheda, ha commentato le preferenze prese nella provincia di Benevento, che l’hanno portata a battere anche Giorgia Meloni. Peccato però che la lista Sue non abbia superato il 4% a livello nazionale e quindi la 71enne non sia stata eletta. Con un colpo di teatro, Sandra Mastella in conferenza ha comunque chiesto ai presenti un applauso per Meloni visto il suo risultato, aggiungendo però: “Nel Sannio ho avuto tremila voti in più, qui l’abbiamo fermata. In Campania abbiamo avuto quasi 30mila preferenze. Qualcuno considera il nostro un tesoretto elettorale, io lo considero un tesoretto umano“. Chi vuol capire, capisca. Da quelle parti c’è un tesoretto “umano”.