E’ italiano il fondatore della start-up appena diventata “unicorno”. Con il termine unicorno di riferisce una startup che ha raggiunto la valutazione di un miliardo di dollari. Depop, fondata da Simon Beckerman, vale infatti 1,6 miliardi di dollari.

Simon Beckerman è un imprenditore milanese, classe 1974, da sempre stato appassionato di disegno industriale. Diplomato al liceo artistico, si iscrive al Politecnico per diventare Industrial Designer, ma interrompe gli studi per iniziare a lavorare in uno studio di grafica. Simon deve la sua “fortuna” alla Generazione Z che fa parte del suo 90% degli utenti. La sede di Depop ha 400 dipendenti e ha filiali a Manchester, Los Angeles, New York e Sydney.La nostra missione è ridefinire l’industria della moda nello stesso modo in cui ha fatto Spotify con la musica o Airbnb con gli alloggi di viaggio“, spiegava nel 2019 il CEO di Depop, Maria Raga.

Depop nasce quindi nel 2011 come un social network dove chi si registra ha la possibilità di comprare e vendere articoli di Pig Magazine, prodotto editoriale fondato sempre da Simon e suo fratello Daniel nel 1998. Il passaggio fondamentale verso il successo è quando Simon reinventa l’app aprendola di fatto al mercato globale della moda, dando la possibilità agli utenti di vedere, acquistare e prendere ispirazione sui nuovi trend.

Nel 2012 la start-up sposta la sua sede centrale a Londra e oggi Etsy, sito web dedicato all’e-commerce, ha acquistato l’applicazione milanese pagandola il doppio di quanto Facebook ha pagato Instagram.

Oggi Depop ospita 30 milioni tra stilisti, designer, creativi, venditori di articoli vintage e collezionisti. Dalle vendite effettuate tramite il sito nel 2020 l’azienda ha prodotto vendite lorde di merci per circa 650 milioni di dollari, mentre i ricavi sono stati di 70 milioni di dollari, dati entrambi in aumento di oltre il 100% anno su anno.

Inoltre Depop garantisce la massima attenzione per l’ambiente e l’azienda crede fortemente che il futuro della moda è nell’usato. Il concetto principale è “la moda circolare” che la Generazione Z condivide a pieno. I più giovani danno nuova vita a vestiti, accessori e oggetti che non vengono più utilizzati. Infatti, piuttosto che lasciarli nei loro armadi, preferiscono venderli. Un altro punto a favore del social network della moda è che all’interno del sito le vendite sono accessibili a chiunque.

 

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia