Farà parte del ‘tandem olimpico’ dei portabandiera alle prossime Olimpiadi di Tokyo, ai nastri di partenza il prossimo 23 luglio. Elia Viviani, ciclista 32enne di Isola della Scala (Verona), dividerà con Jessica Rossi l’onore di ricevere dal capo dello Stato Sergio Mattarella il tricolore da mostrare al mondo durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Tokyo.

Entrambi condividono una vittoria olimpica: Jessica a Londra 2012 nel Trap, specialità del Tiro a volo, mentre Elia nell’omnium ai Giochi di Rio 2016, che ha riportato all’Italia un oro su ciclismo su strada dopo 16 anni.

LA CARRIERA DI ELIA – Per Viviani il ruolo di portabandiera è il riconoscimento di una carriera di alto livello, ‘premiata’ dal Coni con la scelta di primo ciclista ad essere insignito del ruolo.

Lo sport Elia ce l’ha nel sangue: dopo aver praticato tennis, pattinaggio e calcio, a otto anni si avvicina al ciclismo grazie a un amico, per poi scegliere di praticarlo a livello agonistico sia su strada che su pista. I successi arrivano presto: ai Giochi Olimpici europei giovanili del 2005 vince la medaglia d’oro sia nella prova in linea che nella corsa a punti.

Da Juniores, con la FDB-Car Diesel, Elia ottiene quindici vittorie su strada e trentaquattro in pista, compresi Campionati europei e italiani oltre a due medaglie di bronzo ai mondiali, dimostrando le grandi qualità di velocista.

Il passaggio al professionismo arriva nel 2010, all’età di 21 anni, quando firma con la Liquigas-Doimo del team manager Roberto Amadio, dove ritrova Paolo Slongo, che lo seguiva dalle categorie giovanili. Qui cresce assieme a fenomeni delle due ruote come Ivan Basso e Franco Pellizotti, ma in squadra trova anche futuri campioni come Peter Sagan, campione del mondo in linea nel 2015, 2016 e 2017.

Nel team resta per cinque anni, fino al 2013, quando lo sponsor Liquigas lascia il ciclismo dopo otto anni di attività e gran parte della squadra, compreso Viviani, passa alla neonata Cannondale Pro Cycling.

Nel 2015 il trasferimento al Team Sky, il mega-team britannico. È proprio durante questo periodo che Viviani ottiene l’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nell’omnium. Il 15 agosto lo sprinter veronese, dopo due giorni di gara e nell’ultime delle sei prove previste dalla specialità a punti, trionfa e conquista l’oro davanti a Mark Cavendish e Lasse Norman.

Nel 2018 l’approdo alla formazione belga Quick-Step Floors, dove al contrario del Team Sky ha i gradi di capitano in più gare e la possibilità di correre più spesso per la vittoria di tappa. Una scelta corretta, visti i risultati. Elia domina il Giro d’Italia nelle volate inanellando ben quattro successi di tappa, aggiudicandosi anche la maglia ciclamino che spetta al leader della classifica a punti del Giro. Nello stesso anno sfiora la vittoria in una ‘classica’ del ciclismo come la Gand-Wevelgem, preceduto in volata dal solo Peter Sagan.

Nel 2019 non trova la vittoria al Giro ma si presenta carico al Tour de France, dopo 5 anni dalla prima ed unica partecipazione alla ‘Grande Boucle’. L’impresa riesce nella quarta tappa con arrivo a Nancy: Elia diventa così 94º corridore di sempre ad aver vinto almeno una tappa nei tre Grandi Giri.

Nel 2020 il passaggio ai francesi della Cofidis, dove vive il momento più difficile della carriera. Elia infatti lo scorso gennaio si sottopone ad un intervento al cuore per curare una aritmia che aveva accusato durante un allenamento.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia