È Roberta Metsola l’erede al Parlamento europeo di David Sassoli. Avvocato 43enne di Malta, membro del Ppe, il Partito popolare europeo che tra le sue fila vede Forza Italia, Metsola è stata eletta dai rappresentanti dell’aula di Strasburgo a larghissima maggioranza, con ben 458 voti.

Un voto che quindi segna probabilmente l’addio alla “maggioranza Ursula”, dal nome della presidente della Commissione europea von der Leyen: perché a votare per Metsola sono stati anche, oltre a Popolari, Socialisti e Liberali, i Conservatori e Riformisti, il gruppo di cui fa parte Fratelli d’Italia e che in mattinata non a caso aveva ritirato la candidatura di bandiera di Kosma Zlotowski.

Unici a tirarsi fuori dall’accordo sono stati i Verdi, che hanno sostenuto la eurodeputata svedese Alice Bah Kunhke: quest’ultima ha ottenuto 101, una trentina in più dei 73 del gruppo europeo. Altri 57 voti li ha ottenuti invece la spagnola Sira Rego, candidata per la sinistra del Gue: anche in questo caso sono arrivati più consensi rispetto ai 39 eletti del gruppo. Quanto ai partiti italiani, la Lega ha votato a favore di Metsola, mentre il Movimento 5 Stelle ha optato per la libertà di voto dei suoi eletti.

Chi è Metsola

Classe 1979 ed eletta nel giorno del suo compleanno, nata a St. Julian’s, è da sempre in politica tra le fila dei conservatori: in patria col Partito nazionalista maltese, in Europa col Ppe. Tenta per due volte l’elezione a Strasburgo nel 20034 e nel 2009, fallendo; l’occasione per andare in Europa arriva nel 2013 quando subentra a Simon Busuttil, dimessosi dall’incarico dopo aver assunto quello di parlamentare maltese. Quindi la doppia rielezione in Europa nel 2014 e 2019.

Metsola dunque guiderà il Parlamento fino al 2024, termine dell’attuale legislatura, come da accordo di ‘staffetta’ tra Popolari e Socialisti nel 2019 per l’elezione di David Sassoli.

Il profilo di Metsola, la più giovane presidente del Parlamento europeo, è quello di un politico particolarmente conservatore. L’avvocato maltese è infatti fermamente anti-abortista: non un caso, visto che sull’isola di Malta l’aborto è ancora oggi illegale. Un tema particolarmente sentito per Metsola, tanto da dichiararlo “competenza nazionale” dei singoli Stati membri dell’Unione, mentre nel video di candidatura alla presidenza si diceva intenzionata a impegnarsi per “diritti civili e diritti delle donne, non importa da dove vieni o chi ami”.

Buoni propositi che rischiano di scontrarsi proprio col fronte largo che l’ha portata alla presidenza. Come potrà Metsola opporsi ai paesi dell’Est Europa come Ungheria e Polonia sullo stato di diritto, sui diritti delle donne citati dalla stessa neopresidente, sulla lotta ai cambiamenti climatici?

Non è un caso se nella conferenza stampa la 43enne maltese annunci che non voterà più i provvedimenti presi dall’Aula e che su ogni questione, anche le più spinose come appunto immigrazione o diritti civili, si “rimetterà alle decisioni del Parlamento”.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia