È stato trovato morto a Caorle, nella notte di venerdì scorso, tra l’11 e il 12 dicembre 2020, il campione di body building Alberto Clementi, 48 anni. L’uomo avrebbe accusato un malore nella notte. È stato trovato in bagno. La compagna, non vedendolo tornare, lo ha trovato chiuso a chiave all’interno del locale e ha fatto scattare l’allarme. I vigili del Fuoco di San Donà di Piave hanno dovuto abbattere la porta. Clementi era steso a terra.

Il suo corpo è stato trasportato all’obitorio di Caorle. Disposta l’autopsia. I carabinieri di Portogruaro hanno sequestrato alcune boccette contenenti sostanze inviate al laboratorio per l’analisi. Nessun segno di violenza sul corpo dell’uomo. E nessuna correlazione, per il momento, o evidenza tra il materiale sequestrato e la morte. L’ipotesi è quella del malore. Il decesso va comunque ad aggiungersi a un elenco piuttosto lungo di body builder morti forse per l’uso di medicinali proibiti.

Clementi a Caorle gestiva la palestra Valchiria Gym. Viveva accanto alla madre. Nella sua carriera aveva partecipato a tantissime competizioni a livello nazionale e internazionale vincendo diversi titoli. Il cordoglio degli amici e dei conoscenti oltre che dei colleghi in queste ore. Lo ricordano come “uno dei più grandi body builder italiani”, “un gigante buono”, “un uomo rispettoso e gentile”. “Sei stato il mio maestro per poco tempo … mi hai fatto realmente assaporare questo sport fantastico che prima non conoscevo! Oltre che il mio maestro eri anche un motivatore di vita … una grande persona, schietta e giusta!”, dice un suo allievo.

L’AUTOPSIA – Alberto Clementi è stato stroncato da un’overdose di cocaina. Ad accertarlo gli esami tossicologici disposti dalla misura di Pordenone, emersi oltre un mese dopo la morte dell’ex campione, domenica 24 gennaio. A rivelare gli esiti dell’autopsia sul corpo del culturista è stato Il Gazzettino.

Redazione