È senza dubbio il film del momento: L’incredibile storia dell’isola delle Rose. Prodotto da Groenlandia e diretto da Sidney Sibilia, il film disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix è una rilettura romanzata, a tratti molto romanzata, e a tratti grottesca e comica della storia, realmente accaduta dell’isola delle Rose. Una sedicente micronazione costruita e creata al largo di Rimini nel 1968 (la ricostruzione della storia qui). Un’isola che divenne caso politico oltre che mediatico. A costruirla l’ingegnere Giorgio Rosa, interpretato da Elio Germano. Ad aver attirato l’attenzione è però l’interpretazione di Fabrizio Bentivoglio nei panni del ministro Franco Restivo.

Restivo, all’epoca dei fatti dell’isola delle Rose, era ministro dell’Interno. Rimase in carica dal 1968 al 1972, quindi anche con i governi Rumor (secondo e terzo) e Colombo. Nato a Palermo, figlio del giurista e deputato Empedocle Restivo, era docente di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico. Per tutta la vita fedele alla Democrazia Cristiana: nel gruppo DC della Camera dal 5 giugno 1968 al 24 maggio 1972. Fu anche deputato, deputato dell’Assemblea Costituente, Presidente della Regione Siciliana, ministro dell’Agricoltura e ministro della Difesa. Un’interpretazione esilarante, come si accennava, capace in alcuni tratti di rubare la scena agli stessi protagonisti.

Restivo fu ministro dell’Interno durante anni di tensione sociale che esplosero negli anni di piombo con l’attentato a Piazza Fontana di Milano del 12 dicembre 2019. Anni di gravi tensioni anche per le contestazioni giovanili, per l’aggravarsi della criminalità comune e mafiosa oltre che del terrorismo politico. Il 19 aprile del 1969 un attentato dinamitardo veniva compiuto contro la sua abitazione privata. L’ordigno veniva scagliato a distanza da un appuntato della Polizia di Stato. “Il suo operato – ricorda Il Messaggero – venne criticato da alcuni per ipotetico insabbiamento del rapporto del Prefetto Libero Mazza sulla violenza politica a Milano”.

Restivo morto il 17 aprile 1876 pochi mesi prima della fine della VI Legislatura. Altri politici nel film sono il Presidente del Consiglio Giovanni Leone interpretato da Luca Zingaretti e Francesco Cossiga, ministro della Difesa, da Luca Della Bianca. Interpretazioni che in alcuni casi hanno comunque sollevato delle critiche perché o troppo macchiettistiche o troppo volgari.