Non solo un fotografo e non solo un commerciante. Perciò sono in molti in queste ore a piangere la scomparsa improvvisa e tragica di Umberto Sbrescia. Aveva 66 anni. Era titolare di uno dei più noti punti vendita di attrezzature fotografiche di Napoli nei pressi di Piazza Garibaldi. Il negozio era stato aperto dal padre nel 1958. Sbrescia e la sua attività sono stai un punto di riferimento per appassionati e professionisti di diverse generazioni.

L’allarme è scattato intorno all’ora di pranzo, sabato scorso, 9 gennaio, quando i familiari non l’hanno visto rientrare. La polizia ha trovato il cadavere. Sbrescia si è impiccato. La sua attività aveva subito un duro contraccolpo a causa della pandemia da coronavirus. Il suo punto vendita serviva sia fotoreporter che specialisti in cerimonie. Era stato fornitore anche dell’Accademia di Belle Arti. Sbrescia era noto per la sua generosità: spesso rateizzava le vendite, per venire incontro ai clienti, e forniva gratuitamente delle machine da “muletto”, nei casi di guasti o riparazioni.

La notte del terremoto del 1980, il 23 novembre, aprì il suo negozio per permettere a tutti di rifornirsi e quindi documentare il tragico sisma. Vittorio Guida, fotografo napoletano di fama internazionale, lo ha ricordato su Facebook scrivendo di quando “avevo bisogno di un’ottica per fare un lavoro ma non avevo i soldi per comprarla e tu me la desti per una settimana e te la pagai dopo, a lavoro consegnato. Ma era un altro mondo e tu eri diverso”.

Con queste parole lo ha ricordato il collega e fotografo napoletano Mario Laporta, sul portale online Juorno.it: “Umberto Sbrescia, il foto rivenditore, l’amico, la persona che sempre è stata vicina ai fotografi professionisti e non. Umberto Sbrescia, il foto rivenditore, l’amico, la persona sempre pronta ad aiutare e supportare il lavoro e la passione di tutti gli amanti della fotografia, Umberto Sbrescia, che dalla sua sede, attraversava con la sua vespa la città, pur di soddisfare le tue richieste per l’approvvigionamento di materiale fotografico. Umberto Sbrescia ha deciso di lasciarci. E ci lascia dove l’avevamo incontrato da sempre, nel suo negozio, nel suo posto, nel suo regno, in quella sede, la quarta, tra quei materiali fotografici che hanno accompagnato la sua vita e la nostra crescita insieme a lui”.

IL BIGLIETTO – Come riporta il Corriere della Sera, Sbrescia avrebbe lasciato anche un biglietto, nel quale consiglia ai familiari di lasciare Napoli e allo Stato di non accanirsi sui suoi congiunti per i suoi debiti. “Accumulati sia con il fisco che con interlocutori privati, probabilmente fornitori con i quali aveva preso impegni che poi non avrà potuto onorare. Forse temeva anche lo sblocco delle cartelle esattoriali e l’arrivo di richieste di pagamenti alle quali non avrebbe potuto far fronte”.