“Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”. L’articolo 1 del nuovo Dpcm firmato ieri sera dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scatenato un bel po’ di confusione e polemiche. La decantata Fase 2 è sempre più vicina, così come gli sperati allentamenti, anche se alcuni punti sembrano rimanere nell’ombra lasciando così i cittadini nell’indeterminatezza. Da una prima interpretazione del Dpcm in vigore dal prossimo 4 maggio, a quanto si apprende, con “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”. Le Faq, che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi, chiariranno ulteriori dubbi interpretativi sul provvedimento.

Secondo quanto elencato dal nuovo decreto, dal 4 maggio restano i divieti di assembramento, sia nei luoghi pubblici che privati ma sarà consentita però la riapertura di parchi pubblici sempre rispettando il distanziamento: “Consentiamo l’accesso a ville, a parchi pubblici ma nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza”, ha detto Conte. Per quanto riguarda le celebrazioni religiose, si potranno celebrare i riti funebri ma con regole precise: preferibilmente all’aperto, con non più di 15 persone e mantenendo l’obbligo di indossare le mascherine protettive. Ancora un ‘no’ alla celebrazione delle messe. Resta però il dilemma di chi potremo rincontrare e cosa si intende con la parola “congiunti”.

CHI SONO I CONGIUNTI – In questo periodo di quarantena sono migliaia gli italiani che sono stati divisi dalle proprie famiglie, ma anche dai propri amici e dai propri partner. Con l’avvento della Fase 2 e dei relativi cambiamenti apportati ai regolamenti finora in vigore, molti hanno sperato di poter riabbracciare il proprio fidanzato o la propria fidanzata. Ma secondo quanto riportato dal nuovo decreto affinché questo avvenga bisognerà aspettare ancora. Di “congiunti”, infatti, non esiste una definizione giuridica chiara in alcun testo normativo. L’unico articolo che definisce i congiunti è l‘art. 307 del codice penale, secondo cui i congiunti sono rappresentati da “ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”. Ma in questo elenco non sono presenti dunque né i cugini, né gli amici né i fidanzati. Tra di loro non ci sono né legami di sangue né legami giuridici sanciti da un matrimonio o un’unione civile, quindi non sono da intendersi come “congiunti”. Al di fuori della legge penale non c’è nessun’altra descrizione specifica che possa chiarire i dubbi in merito. Per questo, Palazzo Chigi si è affrettato ad anticipare che questo tipo di legami sono compresi, ma dovremo aspettare per gli ulteriori dettagli.

Dunque, per ora, i fidanzati e gli amici sembrerebbero ancora succubi del lockdown da coronavirus. Finché non ci sarà una ulteriore specifica da parte del Governo, sono esclusi gli incontri tra persone non aventi legami di parentela. La possibilità di spostarsi per visite mirate ai congiunti viene specificata dal presidente Conte come riferimento alle “famiglie che sono state separate dal lockdown: genitori e figli, nonni e nipoti”. Inoltre, il nuovo decreto afferma che è consentito lo spostamento all’interno della propria Regione ma è vietato viaggiare in regioni che non siano la propria, pur consentendo il rientro nella propria residenza/domicilio di chi era rimasto ‘bloccato’ fuori regioni per lavoro o studio durante il lockdown.

Tuttavia, è bene ricordare che in Italia ci sono molte coppie di fatto, tra cui quelle LGBT, non legate da unioni civili e molte persone sole che vivono lontano dai propri parenti e familiari, in regioni spesso differenti. Questo ha scatenato la reazione di moltissime persone sui social e sul web in generale, facendo così pressione sul governo affinché ci siano specifiche in merito ma soprattutto affinchè non vengano dimenticate queste realtà.