Un esame durato poco più di dieci minuti dopo appena quattro giorni di corso “intensivo” online. Quattro foto mostrate, una breve conversazione e tanti, probabilmente tutti, i verbi coniugati direttamente all’infinito.

La vicenda legata alla cittadinanza italiana regalata a Luis Suarez, attaccante 33enne fino a poche settimane fa in forza al Barcellona, è destinata a durare a lungo. Un caso surreale se solo si immagina la trafila ordinaria, che può durare anche anni, di chi non ha santi in paradiso. Suarez, che ha la moglie di origine italiana, è riuscito a bruciare le tappe e portare a casa il “B1“.

Le indagini sulla presunta truffa, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, per ora riguardano sono persone che lavorano per l’università perugina ma potrebbero presto allargarsi ad altri soggetti.

La Juventus, fino alla scorsa settimana, coincisa poi con il blitz italiano del centravanti uruguaiano per prendere la cittadinanza, era in pole position per assicurarsi le prestazioni del giocatore. Poi qualcosa è cambiato e i “tempi stretti” hanno portato la società della famiglia Agnelli a mollare la pista Suarez (vicino ora all’Atletico Madrid) e a ripuntare su Alvaro Morata. La posizione bianconera, che – secondo quanto emerge da queste prime indagini – avrebbe organizzato l’esame, al momento è tranquilla. Non risulta nessun tesserato indagato.

Sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini scrive che “ci sono tre telefonate tra l’avvocatessa della Juventus e l’Università degli stranieri di Perugia”. Chiamate finite nel mirino della Finanza dove emerge che il legale della Juventus assicura al direttore generale dell’Università, Simone Olivieri, “di far sostenere l’esame di italiano presso l’Ateneo a tutti i giocatori stranieri che abbiano bisogno della certificazione per ottenere la cittadinanza”.

LA FIGC APRE INCHIESTA – La Procura della Figc, come si apprende da fonti federali, ha aperto un’inchiesta per il caso scoppiato attorno a Luis Suarez. Il procuratore della Federcalcio Giuseppe Chinè ha chiesto la trasmissione degli atti dell’indagine alla magistratura di Perugia. Secondo quanto riporta l’Agi, l’ipotesi potrebbe essere la violazione ai sensi dell’art. 32 del codice della Figc che recita: “E’ punibile chiunque provi direttamente o tenti di compiere o consenta che altri compiano atti volti a ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o alterati per eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di extracomunitari”.