Gli sono bastati pochi clik per comprare online il nitrito di sodio, una sostanza usata nell’industria alimentare come colorante. Ma di cui bastano pochi grammi sciolti nell’acqua per diventare un’arma letale. Così Fabio, 19 anni, appena diplomato al liceo linguistico di Latina, ha deciso di togliersi la vita. Lo ha fatto in una stanza d’albergo a Roma la notte del 9 dicembre 2020. “Ciao papà, ciao mamma. Ho preso questa decisione”, ha detto in un video registrato prima di bere il veleno che lo ha addormentato per sempre.

Una storia terribile e purtroppo già vista troppe volte riportata da Il Mattino. Lo stessa storia per Matteo Cecconi, 18 anni di Bassano del Grappa che si è tolto la vita bevendo la stessa sostanza durante la Dad il 26 aprile scorso. Stessa fine scelta da un altro studente di Roma di 19 anni a metà febbraio del 2020 in un Bed and Breakfast. Quest’ultimo dopo aver bevuto il veleno si pentì e provò a chiamare i soccorsi che però trovarono il ragazzo già morto.

Sulla morte di Fabio è stato aperto un fascicolo. Forse dietro quella letale preparazione c’è una mano invisibile o no che potrebbe averlo istigato al suicidio. A preoccupare è la facilità con cui questo veleno è reperibile e acquistabile su internet. Costa solo 14 euro, arriva a casa in pochi giorni e online si possono trovare tutte le istruzioni e le dosi per prepararlo. Non si sa se qualcuno abbia dato “consigli” a Fabio, sta di fatto che lui ha preparato tutto con cura e precisione.

Durante il lockdown erano emerse tutte le sue fragilità. Era un ragazzo sensibile, voleva fare l’attore tanto da volersi iscrivere all’accademia. Sembrava che Fabio a quel momento di crisi avesse reagito, si era diplomato al linguistico e il peggio sembrava essere passato. Poi ha detto ai suoi genitori che andava a Roma a trovare un’amica e lì sarebbe rimasto per qualche giorno. Ha comprato un biglietto di sola andata per Roma e prenotato l’albergo vicino alla stazione. Ha mentito anche all’amica. Nessuno poteva immaginare quale fosse il vero piano di Fabio.

Nella stanza d’albergo dove è stato trovato il suo corpo senza vita c’era un tester per controllare la corretta diluizione del veleno. Poi ha indossato le cuffie e messo play alla sua playlist preferita. Così ha chiuso gli occhi per sempre.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.