Uno studio condotto dal US Centers for Disease Control and Prevention ha dimostrato che i bambini in DAD sono esposti a più rischi psicologici e di salute rispetto ai bambini che hanno la possibilità di seguire in presenza le lezioni. Gli studiosi si sono basati su un sondaggio probabilistico. Hanno intervistato 1.290 genitori di bambini di età compresa tra 5 e 12 anni. Il 45% ha risposto che i propri figli hanno ricevuto solo l’istruzione a distanza, il 30.9% solo di persona e il 23.4% sia DAD che dal vivo.

Stephanie Kokinos è la mamma di due bambine di cinque e sette anni e ha notato una differenza abissale tra quando le sue bambine conducevano una vita normale e ora. “Non riesco nemmeno a pensare se stavo lavorando durante questo periodo – ha detto alla CNN Stephanie attualmente disoccupata – È stato davvero un lavoro a tempo pieno, solo per assicurarsi che le loro esigenze fossero soddisfatte da un punto di vista accademico, ma più specificamente da un punto di vista emotivo e di benessere. Penso che abbiamo normalizzato questo modo remoto di apprendere, e non c’è niente di normale in questo“. I risultati suggeriscono che l’istruzione virtuale potrebbe danneggiare la salute mentale e fisica dei bambini in DAD rispetto ai bambini che hanno la possibilità di seguire in persona. Alcuni bambini hanno perso la curiosità, la gioia, “sono esausti, hanno mal di testa, gli occhi gli fanno male. Non stanno interagendo con la società. I loro bisogni non vengono soddisfatti“.

Lauren Dover è una madre di quattro figli di undici, sei, quattro e due anni. Lauren a inizio pandemia ha scelto di seguire in DAD i suoi figli più grandi Brady in quinta elementare e Ben in seconda. “Sono una mamma casalinga e penso che fosse meglio per la nostra famiglia fare la DAD, soprattutto perché so che molti genitori non hanno la possibilità di restare a casa.” La mamma ha notato un cambiamento emotivo sia in Brandy che in Ben ma sottolinea che soprattutto per il più piccolo il periodo è stato ancora più difficile in quanto è un bambino molto estroverso e “con tanta energia“.

Lo studio dimostra che i bambini che non ricevono istruzioni di persona, insieme ai loro genitori “potrebbero sperimentare un aumento del rischio di esiti negativi sulla salute mentale, emotiva o fisica e potrebbero aver bisogno di maggiore supporto per mitigare gli effetti della pandemia”. Infatti il 54% dei genitori che seguono i bambini nella loro educazione a distanza hanno parlato di uno stress emotivo rispetto al 38% dei genitori di cui i figli hanno ricevuto un’istruzione di persona. Le preoccupazioni dei genitori in DAD riguardavano la perdita del proprio lavoro e delle difficoltà nell’assistere i bambini all’infanzia. Tutti hanno presentato un conflitto tra lavoro e seguire i bambini all’infanzia che ha comportato una difficoltà a dormire.

Gli esperti dicono che tornare a scuola di persona non farà bene alla salute mentale di tutti i bambino. Basta solo pensare a coloro che la scuola non se la vivono bene a causa delle prese in giro o ancora più grave nei casi di bullismo. Per loro studiare da casa li ha fatti sentire più liberi di esprimersi e sicuramente non vorranno tornarci. Lenore Skenazy, presidente di Let Grow e fondatrice del movimento Free-Range Kids, ha parlato con la CNN all’inizio della pandemia sul motivo per cui alcuni bambini stavano sperimentando benefici positivi legati al loro umore durante l’apprendimento a distanza. “Solo perché eravamo abituati ai ragazzi che frequentavano la scuola di persona cinque giorni alla settimana e poi trascorrevano gran parte del loro tempo in attività organizzate da adulti e guidate da adulti, non significa che fosse l’unico o il migliore modo per i bambini di trascorrere la loro infanzia – ha detto Skenazy Quando i bambini spiegano giochi o ne inventano di nuovi, stanno sviluppando le loro capacità di comunicazione. Cucinare? Abilità matematiche di base. Aiutare in casa insegna responsabilità, senza la quale è difficile avere successo a scuola – o ovunque“.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia