Il lockdown e i diversi divieti di uscita emessi dai vari decreti per controllare la diffusione del Covid-19 sono la causa maggiore della riduzione della criminalità in 27 città di 23 paesi nel mondo e anche in Italia. Escludendo per ora lo Stivale, la riduzione media della criminalità è stata del 37% nel 2020. I reati di rapine e furti sono calate del 46% grazie allo smart working e all’obbligo di restare a casa. Gli omicidi invece come ha scritto la rivista Nature Human Behavior sono calati del 14%.

I nostri risultati mostrano che le politiche di soggiorno a casa sono state associate a un sostanziale calo della criminalità urbana“, ha scritto Amy Nivette, dell’Università di Utrecht nei Paesi Bassi, che ha seguito gli studi insieme ad alcuni colleghi sparsi nel mondo. “In media, la riduzione complessiva dei livelli di criminalità in tutte le città incluse nello studio (l’Italia è esclusa ndr) è stata di circa il 37%“.
Le raccomandazioni e gli obblighi date ai cittadini per contenere la pandemia sono variate da Paese a Paese o addirittura città per città. I cittadini di Malmö e Stoccolma in Svezia hanno ricevuto da parte del governo locale delle raccomandazioni volontarie di evitare spazi pubblici. A Lima in Perù invece è stato imposto il divieto di esercitare tutte le attività tranne quelle essenziali.
Poiché la maggior parte delle persone è rimasta a casa durante il giorno, meno case sono rimaste senza sorveglianza e il furto con scasso residenziale potrebbe essere diventato molto più difficile, mentre gli edifici commerciali probabilmente sono diventati meno controllati e quindi un obiettivo più facile – hanno aggiunto scritto i ricercatori – Inoltre, sono state segnalate meno risse da bar, ma è aumentato il potenziale di violenza domestica”. 
Il report continua con un paragrafo dedicato alla diminuzione dei casi di omicidio che può essere legata a diversi fattori, sempre tutti collegati alle restrizioni. “Primo, in molte società, una parte consistente degli omicidi viene commessa in contesti domestici e quindi non risente della riduzione della densità degli incontri quotidiani nelle città. Secondo , una proporzione variabile di omicidi è associata alla criminalità organizzata, ai conflitti tra bande o ai conflitti legati al traffico di droga“.
Ovviamente la diminuzione o l’aumento di casi di criminalità varia da città a città. Infatti per quanto riguarda i furti con scasso a Lima sono diminuiti del 84% ma a San Francisco sono aumentati del 38%. Soprattutto negli Stati Uniti la Polizia ha notato un aumento della criminalità durante la pandemia. In America, milioni di persone hanno protestato per il caso Floyd durante questi mesi. E tra le due città protagoniste del “Black Lives Matter” oltre a Chicago c’è anche San Francisco.
In Italia, la popolazione si è sentita più sicura. Nel corso del 2020 infatti il 61.6% delle persone hanno dichiarato che si sono sentite “molto o abbastanza” sicure di camminare di sera da sole. La percentuale che invece ha visto persone che si drogavano, spacciavano droga prostitute o atti di vandalismo nel proprio quartiere è calata del 7,3%. Al contrario, durante questi mesi di lockdown sono aumentati i delitti informatici. Quest’ultimi hanno registrato un aumento del 24% così come le truffe e le frodi informatiche che nel 2020 hanno registrato un aumento del 1,9%.
I furti in abitazioni, rapine o borseggi nell’arco di tempo che va dal 2010 al 2014 ha registrato un aumento dovuto come conseguenza alla crisi economica di quegli anni. Nel 2015, questi reati hanno iniziato ad essere sempre meno frequenti. Nel 2019 il tasso di furti nelle abitazioni è calato a 10.3 per mille famiglie. Meno incoraggianti sono i dati rispetto le rapine e i borseggi che ancora non hanno registrato un calo e non sono tornati sui livelli pre-crisi.

Nel 2019 ci sono stati 161 omicidi, nel 2020 131. La diminuzione del 18,6% riguarda solo le vittime di sesso maschile mentre per i femminicidi c’è stato un aumento del 5,4%.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia