Il presidente Conte sarà convocato d’urgenza dalla Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Le due fregate vendute dal governo italiano all’Egitto con un accordo da 9 miliardi, che tanto hanno irritato i familiari del giovane ricercatore, diventano un caso. «Siamo davanti a un export di armamenti imponenti, che, al netto della questione Regeni, apre una riflessione rispetto a qual è il modello economico con cui noi guardiamo al Mediterraneo. Penso che anche in un momento così delicato, non si possa mai pensare di sacrificare l’etica sull’altare degli interessi economici, anche in una fase difficile come quella post Covid», ha tuonato Erasmo Palazzotto, presidente della Commissione parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, in un’intervista a Sono le Venti, il tg di Peter Gomez.

A chi gli chiede le implicazioni della commessa con la crisi libica, «una fornitura di nave da guerra, pattugliatori, aerei, elicotteri, satelliti addirittura – osserva Palazzotto – a un Paese come l’Egitto, è in contraddizione rispetto alla dinamica geopolitica nel Mediterraneo. Questa – premette – è una valutazione che io faccio non da presidente della Commissione d’Inchiesta e a prescindere da caso Regeni. Noi oggi ci troviamo davanti a una crisi, quella libica, in cui l’Egitto è con il generale Haftar in uno schieramento opposto a quello che ci vede col governo di unità nazionale di al-Seraj».

«Alla luce degli ultimi rilevanti sviluppi in ordine alle relazioni bilaterali italo-egiziane, l’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni ha deliberato all’unanimità di procedere ad audire urgentemente il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte anche in relazione alla sua recente interlocuzione diretta con il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abdel Fattah Al-Sisi», ha fatto sapere Erasmo Palazzotto. «Con la vendita di 2 fregate Fremm al dittatore al-Sisi siamo di fronte all’ennesimo errore e all’ennesima occasione persa. Gli italiani sono stanchi delle innumerevoli promesse non rispettate dalle autorità egiziane. Vale per Giulio Regeni, vale per Zaki», scrive su Facebook l’europarlamentare del gruppo Socialisti e Democratici Giuliano Pisapia, che aggiunge: «È comprensibile lo sdegno della famiglia Regeni quando dice di sentirsi tradita dal governo italiano».