“È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio”. Scrive nella sua lettera su La Repubblica, indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, il Presidente del Consiglio Italiano Giuseppe Conte. L’emergenza coronavirus ha reso, secondo Conte, il 2020 “una data spartiacque nella storia dell’Unione europea”. E “solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita”.

La riflessione più urgente cui fa appello Conte è: “Cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa”? E quindi, rispondendo alla lettera che la Presidente della Commissione aveva pubblicato sulle pagine dello stesso quotidiano giovedì 2 aprile, il premier italiano rilancia la solidarietà come “l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei suoi membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale. La solidarietà europea, come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere”.

Conte rilancia la proposta di “un’European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico”.

“Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo – continua Conte – ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato”. E fa riferimento a come “si continua a insistere nel ricorso a strumenti che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi che dobbiamo perseguire”. Si tratta in particolare del Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) che Conte ha rigettato in un’intervista alla televisione tedesca Ard. Al contrario, il premier italiano accoglie favorevolmente il piano Sure della Commissione Europea da 100 miliardi di euro per la disoccupazione, “poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro”.

“Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti – scrive Conte – non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo”.