Si andrà allo strappo o il rapporto verrà ricucito? Inizia la fase decisiva per la tenuta del governo Draghi: si sono sentiti con una telefonata alle 16:30 il il presidente del Consiglio e il suo predecessore, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, un primo contatto in vista dell’atteso confronto faccia a faccia che si terrà lunedì prossimo a Palazzo Chigi, appuntamento confermato dai due proprio durante il breve colloquio avuto nel pomeriggio.

Un vertice fondamentale per arrivare ad un chiarimento dopo la vicenda della presunta telefonata tra lo stesso Draghi e il garante pentastellato Beppe Grillo, nel corso della quale il premier avrebbe chiesto la testa del presidente dei 5 Stelle. Una telefonata smentita da Grillo e dallo stesso Draghi, nella conferenza stampa post Consiglio dei ministri di giovedì pomeriggio. 

Nella conferenza il premier ha ricordato che il governo “non si fa senza i 5 stelle perché hanno dato e danno un contributo importante, e sono certo che continueranno a darlo nei prossimi mesi. Conte ha confermato che non è intenzionato a uscire dal governo e a dare l’appoggio esterno quindi mi baso su questo. Il governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno, perché valuta troppo il contributo dei 5 Stelle per accontentarsi di un appoggio esterno”.

Ma Draghi ha anche rimarcato di non aver “mai pensato di entrare nei movimenti, nelle questioni interne di un partito e credo che anche Grillo abbia smentito. Io lavoro essenzialmente per l’interesse degli italiani, così come tutti i membri del governo e non capisco perché mi si voglia tirar dentro in questa faccenda. È una cosa che mi è estranea completamente e non riesco a capire il motivo di volermi tirar dentro in questa faccenda”.

Quanto alle presunte prove, il commento di Draghi è secco: “Mi dicono che ci sono stati dei riscontri oggettivi, come son stati definiti, beh vediamoli, li aspetto”.

Proprio Conte, rientrando alla sede del Movimento 5 Stelle in via Campo Marzio a Roma, a proposito dei presunti ‘messaggi’ di Draghi a Grillo ha preferito glissare: “Ne parliamo lunedì pomeriggio…“, ha risposto ai cronisti, rinviando all’incontro faccia a faccia col premier il discorso.

Eppure nel Movimento 5 Stelle le fibrillazioni restano e il pressing dei parlamentari per uscire dal governo si fa sempre più forte. Le parole più nette arrivano questa mattina dal senatore Alberto Airola, che parla di “comportamento ambiguo” di Draghi nei confronti di Conte, di “frustrazione e insofferenza dei nostri elettori per un governo che smantella sistematicamente i nostri obiettivi politici”.

Ma soprattutto Airola rappresenta “con forza l’istanza d’uscita da questo governo, voluta fortemente dal nostro Popolo” e fa un paragone chiaro: “Le fragole sono marce”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.