C’è una seconda vittima italiana del Coronavirus. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti sanitarie si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno. Intanto altri due italiani entrano nel registro dei contagiati. Un caso si è registrato a Dolo, nel Veneto e un altro a Cremona, in Lombardia. Si tratta di altri due casi al Nord Italia, per il veneto il terzo, dopo i due uomini di cui uno è morto durante la nottata. Il caso trovato a Dolo è stato subito ricoverato in terapia intensiva. Gli accertamenti sono stati condotti dal centro di riferimento di Padova e come da prassi il campione è stato inviato a Roma all’ospedale Spallanzani per la conferma definitiva. Intanto sale a 51 il numero dei contagiati in Italia, tutti tra Lombardia e Veneto. Trentanove di questi risiedono in Lombardia, mentre undici sono i casi accertati in Veneto, ai quali va aggiunto l’anziano morto nella serata di ieri.

LA SECONDA VITTIMA – Sarebbe una donna che era stata ricoverata con una diagnosi di polmonite. La donna, di 75 anni, era in attesa del risultato del tampone che sarebbe però arrivato dopo il suo decesso. Secondo fonti sanitarie citate dall’Ansa, la donna morta a causa del Coronavirus in Lombardia è collegata al focolaio di Codogno. È la seconda vittima in Italia. La donna sarebbe della zona del lodigiano. Bisogna vedere il quadro clinico antecedente della donna per comprendere se ci fossero altre patologie che hanno aggravato d’improvviso le condizioni di salute della donna.

GLI ITALIANI DAL GIAPPONE – Alle 6.37 all’aeroporto di Pratica di Mare il velivolo dell’Aeronautica militare con i diciannove italiani provenienti dal Giappone. I connazionali, dopo aver terminato le visite, sono stati trasferiti presso il Centro Sportivo dell’Esercito alla Cecchignola. “Abbiamo adottato tutte le misure di massimo livello precauzionale. Non è il momento di rimproverarci alcunché, dobbiamo continuare a monitorare ed essere pronti a rivedere alcune misure”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte.

16 CASI IN LOMBARDIA – L’altro caso a Cremona dove  il sindaco di Sesto Cremonese ha dato l’annuncio del contagio che porta a 16 il numero dei contagiati in Lombardia. Nella regione 10 comuni del lodigiano sono isolati e sono in quarantena 250 persone per aver avuto contatti con i contagiati. Le scuole sono rimaste chiuse a Cremona e sospese le manifestazioni pubbliche. Il sindaco ha invitato i cittadini a rimanere a casa.

TRE CASI IN VENETO – Si tratta di Adirano Trevisan, 78enne che aveva contratto il virus per cause ancora ignote insieme al suo amico di 67 anni di Vò Euganeo. Quest’ultimo, 67 anni, è attualmente in condizioni stazionarie ricoverato nell’ospedale di Schiavonia. “Nella notte la Protezione civile del Veneto ha montato a scopo precauzionale 12 tende per massimo 96 posti all’esterno dell’ospedale di Schiavonia (Padova), a disposizione degli operatori sanitari e del personale medico”, ha scritto su Twitter il presidente della Regione Zaia, spiegando che l’intervento rientra nelle operazioni di isolamento dell’area padovana dove si è sviluppato il contagio.

Intanto si stanno mettendo in campo le misure per limitare il contagio. Al momento, dopo il decesso del 76enne di Vò Euganeo, sono venti le persone contagiate in Italia. Resta in prognosi riservata il 38enne a Codogno, infettata anche sua moglie incinta di 8 mesi, un compagno di sport, 5 operatori sanitari, 3 ricoverati e 3 frequentatori dello stesso bar.