Il presidente francese Emmanuel Macron non esclude totalmente nuovo lockdown, ma il suo governo farà “di tutto per impedirlo”. L’inquilino dell’Eliseo lo ha detto oggi ai cittadini francesi dopo che nel Paese si sono registrati 7.379 nuovi casi di coronavirus (Ieri erano stati 6.111, oltre mille in meno), dato record negli ultimi mesi, e 20 morti. Parlando davanti alla stampa presidenziale, Macron ha aggiunto: “Noi però ci predisponiamo per fare di tutto per impedirlo”.

Soltanto otto giorni fa il presidente, dalla villeggiatura sull’isola di Fort de Bregancon, diceva il contrario con una media di contagi che era di circa 2mila al giorno: “Non si può fermare il Paese, perché i danni collaterali sono considerevoli”, affermava Macron.

Nella nota della Direzione generale della Salute viene invece sottolineato come la dinamica di progressione dell’epidemia “è esponenziale” e che “gli indicatori ospedalieri sono in aumento”. Quanto ai numeri, i venti decessi odierni portano il totale a 30.596 da inizio epidemia. Resta stabile a 4.535 il numero dei ricoveri, in aumento di 6 unità quello dei pazienti gravi in rianimazione, a 387.

Macron, così come le autorità sanitarie francesi, ha ricordato come “le mascherine fanno molto, ma non tutto”, raccomandando quindi il lavaggio delle mani e il distanziamento. Ma mentre oltre 20 dipartimenti sono stati dichiarati ‘zona rossa’, le coperture per il volto sono diventate sempre più obbligatorie. Prima sui trasporti pubblici dall’11 maggio, poi nei luoghi pubblici chiusi dal 20 luglio, e negli ultimi giorni all’esterno a Parigi, Marsiglia, Tolosa, Strasburgo e altre città. In tutto il territorio della capitale, chi non la indossa rischia da venerdì mattina multe di 135 euro, con eccezioni (dopo un dietrofront) per chi fa sport e per i ciclisti. Parigi è considerata zona a rischio da vari Paesi, che l’hanno inserita nelle liste con cui sconsigliano o vietano i viaggi.

Giovedì il primo ministro Jean Castex aveva dichiarato che l’aumento dei casi non dipende solo dall’aumento dei test, ma è una tendenza. Sta accadendo qualcosa che gli scienziati non avevano previsto. Siamo molto lontani da ciò che abbiamo vissuto ad aprile o marzo”, ma “proprio per questo dobbiamo intervenire”.