L’essere umano dovrà convivere con il coronavirus per altri sette anni. O almeno così dice un libro di profezie attribuite a Papa Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli. Stando a quanto riporta il volume Le profezie di Papa Giovanni, il “Papa Buono”, sul soglio Pontificio dal 1958 al 1963, avrebbe infatti predetto una terribile epidemia e una carestia. Del volume si è tornato a parlare in questi giorni a causa della pandemia da Covid-19 e la storia è stata ricostruita da Davide Di Santo su Il Tempo.

“Si alzano le grida e le barriere della contesa, già dall’acque esce la Bestia. E la carestia ferma gli eserciti. Gli uomini si contano morire. E dopo la carestia, la pestilenza”, si legge. E poi: “Iddio ha scatenato la guerra della natura per impedire la guerra degli uomini”.

Il libro in questione è Le profezie di Papa Giovanni (Edizioni Mediterranee); sottotitolo: La storia dell’umanità dal 1935 al 2033. È opportuno però precisare che non venne scritto dal Santo Padre, ma da Pier Carpi, scrittore, regista, sceneggiatore di fumetti e studioso dell’esoterico e del paranormale, che pubblicò il libro nel 1976. La storia dietro il volume è criptica e misteriosa quasi quanto le premonizioni al suo interno. Carpi, amico e confidente di Licio Gelli, il “maestro venerabile” della loggia massonica P2, raccontò di aver ricevuto le profezie lasciate dal “Papa Buono” da un massone di alto rango. Il “grande vecchio” avrebbe dunque consegnato nelle mani dello scrittore tali premonizioni alla rocca di San Leo, una fortezza in Emilia Romagna dove – coincidenza – venne detenuto l’esoterista e alchimista siciliano Cagliostro.

La pestilenza, stando al libro e come riportato da Di Santo su Il Tempo, viene al tempo di uno scontro tra due imperatori, che secondo Carpi sarebbero due pretendenti al soglio pontificio. E sempre secondo l’interpretazione, posta in esergo al volume, dell’autore il “Papa Buono” nelle sue visoni anticipa i segni di sette anni di pestilenza e carestia seguiti dal caos. Uno dei passaggi chiave cita in diverse parti il libro biblico dell’Apocalisse e una “fine dei tempi”: “La figlia di Caino è salita a Nord, a predicare. Lussuria nella nuova Babilonia, per sette anni. Il settimo anno cade il settimo velo di Salomè, ma non esiste imperatore, non esiste chi sappia alzare la spada e recidere il collo di Giovanni. Il tempo è vicino”. Alla fine del caos, tuttavia Pier Carpi prevede “l’avvento di “una superiore civiltà umana, basata sulla fede, la conoscenza, la fratellanza tra gli uomini”.

Quella delle profezie di Papa Giovanni sembra una storia che ha a che fare più con la suggestione, e i culti esoterici, che altro. Resta, comunque, nella storia dell’emergenza coronavirus l’abbondanza di allarmi, premonizioni, profezie o qual dir si voglia, che avevano annunciato o quantomeno messo in guardia il mondo dalla possibilità di una epidemia globale. Le parole di Bill Gates, durante un ‘intervento ai Ted Talks del 2015, hanno fatto il giro del web. Come pure gli studi e gli articoli di numerosi ricercatori ed esperti, come David Quammen, che nel suo Spillover (Adelphi) aveva scritto come il prossimo evento catastrofico, “big one” sarebbe potuto essere una grande epidemia passata agli uomini dagli animali.