Con 81mila 578 casi gli Stati Uniti diventano lo stato con più contagi da coronavirus. Più della Cina, focolaio dell’epidemia, prima dell’Italia o della Spagna o dell’Iran, gli altri Paesi più colpiti dalla pandemia. È quello che riporta il New York Times su dati raccolti dallo stesso quotidiano newyorkese. I decessi invece sarebbero a quota 1.180.

“Gli scienziati avevano avvisato che prima o poi gli Stati Uniti sarebbero potuti diventare il Paese colpito più duramente dalla pandemia. Quel momento è arrivato”, si legge nell’apertura delle considerazioni. Gli Stati Uniti, continua il giornale, sono il terzo stato al mondo per numero di abitanti. E sono anche una democrazia “tentacolare” e “cacofonica” dove gli Stati fanno la propria politica e dove il presidente Donald Trump ha mandato messaggi contraddittori sulla portata del pericolo e sulle misure da mettere in campo per contrastarlo. Nonostante uno dei migliori sistemi medici del mondo, continua il Nyt, gli USA non hanno preso sul serio la pandemia che ha messo in crisi la Cina

“Questo non è un Paese fatto per essere chiuso, dobbiamo riaprirlo, far tornare gli americani al lavoro”, aveva recentemente dichiarato Trump, pronosticando un sistema di apertura e di allentamento del blocco totale basato su fasce d’età o localizzazione geografica.

“La portavoce della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi ha dichiarato giovedì che venerdì la Camera approverà una legge stimolo da 2mila miliardi di dollari per rispondere alla pandemia da coronavirus ‘con un forte sostegno bipartisan’”. Si tratta del più grande stimolo economico della storia americana moderna. E secondo quando affermato da Pelosi non sarà l’ultima misura per affrontare l’epidemia. Da New York – per ora il maggiore focolaio negli USA con oltre 37mila contagi e 387 morti – il governatore Andrew Mark Cuomo ha bollato la misura del Congresso come inadeguata.