Era il 16 giugno quando Leopold Bloom uscì di casa per la prima volta, era il 1922. Che Bloom non fosse una persona reale ma l’agente pubblicitario protagonista dell’Ulisse di James Joyce cambia poco. Da quel giorno il 16 giugno è diventato il Bloomsday, ricorrenza che quest’anno compie un secolo, 100 anni di uno dei romanzi più clamorosi, difficili, rivoluzionari, avanguardistici, enigmatici della storia della letteratura.

Dopo essere nato a Dublino, aver studiato medicina a Parigi e canto per qualche tempo, James Joyce cominciò seriamente a scrivere negli anni dieci del ‘900 e divenne uno degli scrittori più influenti e intraprendenti della storia della letteratura. Prima dell’Ulysses scrisse altri capolavori come I Dublinesi o Ritratto dell’artista da giovane. Il capolavoro del modernismo venne pubblicato il 2 febbraio del 1922 a Parigi, dove lo scrittore si era trasferito.

Composto sul modello dell’Odissea di Omero in 18 capitoli, seguiva la giornata di Leopold Bloom, un ebreo di mezza età di origine ungherese tradito dalla moglie Molly che a sua volta lui pensa a tradire. Ogni capitolo è intitolato come un personaggio dell’Odissea in un infinito gioco di parallelismi. Stephan Dedalus invece è amico di Bloom e alter ego letterario di Joyce oltre che protagonista del romanzo Ritratto dell’artista da giovane.

L’intervento della censura anglosassone, soprattutto per certe parti pornografiche, contribuì ad accrescere la curiosità dei lettori verso l’opera scritta con arditezza tecnica e compositiva. La pubblicazione del romanzo fu difficoltosa, le copie anche bruciate e sequestrate. L’opera uscì a puntate sulla rivista letteraria americana The Little Review dal marzo 1918 al dicembre 1920. Anche al negli USA il romanzo fu al centro di una causa legale che si concluse con la messa al bando dell’opera fino al 1933. A pubblicare l’opera in Francia fu Sylvia Beach, fondatrice della leggendaria libreria di Parigi Shakespeare & Company frequentata da artisti e scrittori come Francis Scott Fitzgerald ed Ernest Hemingway.

Il libro fu vietato nel Regno Unito fino al 1936. In Irlanda invece non fu mai vietato ufficialmente. In Italia uscì per la prima volta edito da Mondadori nel 1960. L’aneddotica riporta che la data del 16 giugno fu ispirata a Joyce dal suo primo appuntamento con Nora Barnacle, la donna che diventerà sua moglie nel 1930 e che ispirò il personaggio di Molly Bloom. I due si erano conosciuti a Dublino davanti a un albergo dove lei lavorava come cameriera.

Il Bloomsday venne festeggiato la prima volta il 16 giugno 1954, quando un gruppo di scrittori di Dublino e appassionati di Joyce decisero di festeggiare i 30 anni dalla pubblicazione dell’opera. Il circolo esclusivo e devoto cominciò a ripercorrere le peregrinazioni di Leopold Bloom per la capitale irlandese visitando i luoghi del libro e leggendone dei brani. La ricorrenza viene celebrata anche a Trieste, la città dove Joyce visse con Nora dal 1904 al 1915 e dove lo scrittore cominciò a lavorare all’Ulysses mentre insegnava inglese alla Berlitz School e alla Scuola superiore di commercio. E dove nel 2004 si tennero le prime celebrazioni dedicate all’Ulisse. Eventi si terranno anche a Genova. A Milano il Bloomsday sarà celebrato al centro culturale Kasa dei Libri. A Dublino, nel Bloomsday, molte persone si vestono con costumi d’inizio Novecento e girovagano per i luoghi del romanzo.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.