La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato la volontà di aprire una commissione sulla gestione dell’emergenza covid nel suo discorso di fiducia alla Camera dei deputati. “Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”, aveva detto la premier in aula. E dopo è arrivato anche il nuovo ministro della Salute Orazio Schillaci a ribadire l’intenzione di fare chiarezza “su quanto successo dal punto di vista amministrativo”.

La proposta di istituire la Commissione è stata già depositata dal deputato Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia. “Ho presentato la proposta di legge per istituire la Commissione d’Inchiesta Parlamentare sul Covid. Perché Fratelli d’Italia gli impegni li rispetta. Ed ora faremo chiarezza. Su tutto. Fino in fondo”, ha twittato il parlamentare. Proposte simili sono arrivate anche dalla Lega e da Italia Viva. L’anno scorso Bignami aveva già presentato una proposta di istituzione che però era rimasta lettera morta. La prima fase e più dura – e a onore del vero anche improvvisa – che ha trovato impreparati tutti gli Stati, non solo l’Italia – prima in Europa a fronteggiare l’esplosione dei casi – , è stata gestita in gran parte dal governo cosiddetto giallorosso guidato dal Presidente Giuseppe Conte con al ministero della Salute il ministro Roberto Speranza.

 

Le parole di Meloni sul covid e la Commissione

“Di libertà molto si è discusso in epoca di pandemia – ha detto in aula Meloni – Il Covid è entrato nelle nostre vite quasi tre anni fa, e ha portato alla morte di oltre 177.000 persone in Italia. Se siamo usciti al momento dall’emergenza è soprattutto merito del personale sanitario, della professionalità e dell’abnegazione con le quali ha salvato migliaia di vite umane. A loro, ancora una volta, va la nostra gratitudine. E con loro il mio ringraziamento va ai lavoratori dei servizi pubblici essenziali, che non si sono mai fermati, e alla straordinaria realtà del nostro Terzo Settore, rappresentante virtuoso di quei corpi intermedi che consideriamo vitali per la nostra società. Purtroppo non possiamo escludere una nuova ondata di covid o l’insorgere in futuro di una nuova pandemia. Ma possiamo imparare dal passato per farci trovare pronti”.

“L’Italia ha adottato le misure più restrittive dell’intero occidente – ha continuato la premier – , arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa, decisamente, non ha funzionato e dunque voglio dire fin d’ora che non replicheremo in nessun caso quel modello. L’informazione corretta, la prevenzione e la responsabilizzazione sono più efficaci della coercizione, in tutti gli ambiti. E l’ascolto dei medici sul campo è più prezioso delle linee guida scritte da qualche burocrate, quando si ha a che fare con pazienti in carne ed ossa. E se si chiede responsabilità ai cittadini, i primi a dimostrarla devono essere coloro che la chiedono. Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica. Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”.

Cos’è la Commissione di inchiesta sul covid

“Perché non c’è mai stata chiarezza sugli errori commessi nelle primissime fasi dell’emergenza Covid? Davvero si possono derubricare a sviste, ritardi e passi falsi col fatto che il Paese e, quindi, l’esecutivo si trovavano davanti a una situazione d’emergenza, difficilmente prevedibile e, quindi, difficilmente gestibile secondo protocolli?”, queste le domande sintetizzate dal quotidiano Il Giornale cui grossomodo la Commissione proverà a rispondere. E sempre il quotidiano della famiglia Berlusconi racchiude in sette punti gli obiettivi della Commissione che “non punta propriamente a fare indagini giudiziarie: è vero, per legge potrà procedere ‘nelle indagini e negli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria’, ma l’obiettivo non è sbattere in galera chicchessia. Punterà piuttosto a stabilire se ci sono addebiti politici, scovare errori commessi, cercare di capire cosa – per usare le parole di Meloni – ‘non ha funzionato’”.

A partire da mancato piano pandemico nazionale redatto nel 2006 alla mancata attivazione del piano dopo la dichiarazione di “emergenza internazionale di sanità pubblica” proclamata dall’Oms il 30 gennaio 2020. E ancora: perché il Comitato Tecnico Scientifico non ha preso in considerazione l’attivazione del piano pandemico nazionale. Altri interrogativi dovrebbero riguardare il cosiddetto “piano segreto” per il contrasto al covid e la composizione della task-force cui il 22 gennaio 2020 il ministero della Salute aveva chiesto di coordinare le attività per fronteggiare l’emergenza. La Commissione dovrebbe occuparsi anche di chiarire se tutte le normative nazionali, europee e internazionali in materia di emergenze epidemiologiche sono state rispettate e quali sono stati i rapporti tra le autorità competenti dello Stato, l’Oms e altri soggetti terzi nella gestione della pandemia.

Il sostegno di Renzi

La Commissione dovrebbe essere una bicamerale di Camera e Senato, potrebbe durare al massimo 18 mesi. A sostenere l’iniziativa anche Matteo Renzi, ex premier e leader di Italia Viva, che ha negato la volontà di ottenere la presidenza della commissione. “È giusto fare chiarezza su ciò che accadeva mentre morivano decine di migliaia di nostri connazionali. O no?”, si è chiesto Renzi nella sua enews lanciando una stoccata a “tanti colleghi degli altri partiti”, “perché sono così preoccupati?”. E proprio oggi, nel giorno in cui il governo ha annunciato lo stop al bollettino quotidiano dell’emergenza covid, che diventerà settimanale, è arrivato l’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non abbassare la guardia: “Dopo oltre due anni e mezzo di pandemia non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid-19. Dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione”.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.