Ci sono voluti 34 giorni, ma alla fine anche Andrea Crisanti ha cambiato idea. Il virologo dell’Università di Padova, che aveva aperto una crepa all’interno della comunità scientifica italiana quando aveva detto di non voleri sottoporre al vaccino anti-Covid senza dati trasparenti sulla ‘cura’, ha cambiato idea. 

Crisanti era stato intervistato da Focus Live e aveva fatto discutere, venendo tacciato fin troppo facilmente di essere vicino ai no-vax per aver chiesto rassicurazioni sul vaccino. “Voglio essere rassicurato che sia un vaccino testato e che soddisfi i criteri di sicurezza ed efficacia. Come cittadino ne ho il diritto e non sono disposto ad accettare spiegazioni”, aveva detto Crisanti.

Spiegazioni che evidentemente sono arrivate. Oggi in una intervista al Corriere della Sera Crisanti parla dei vaccini di Moderna e Pfizer e spiega: “I due vaccini di cui hanno diffuso i dati sono da ritenersi sicuri”.

Non solo. Crisanti spiega che si vaccinerà appena possibile e sua sua moglie “si è già prenotata: vive in Inghilterra e lo farà lì. Io mi trovo a Roma ma nei prossimi tornerò in Veneto e, appena possibile, mi vaccinerò contro il coronavirus”. Fine dunque della polemica sulla presunta posizione no-vax del virologo dell’Università di Padova.

Non termina qui invece la preoccupazione per l’impennata dell’epidemia in Veneto. Crisanti spiega all’Ansa di aver detto “due mesi fa che  criteri della suddivisione in fasce erano sbagliati, perché non si possono utilizzare i posti di terapia intensiva come uno degli elementi di peso per definire la zona di appartenenza”. Secondo Crisanti “è una logica sbagliata: i 21 criteri fanno sistema a partire dall’anello più debole”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia