Il timore che la Russia possa chiudere i rubinetti del gas è grande in tutti i paesi europei. Per questo motivo anche il governo Italiano ha studiato un piano di emergenza che può scattare in caso di tagli alle forniture del gas. Tre i livelli di allarme, l’Italia per il momento è fermo al primo, il pre-allarme. Il piano prevede una serie di interventi che consentono il risparmio energetico e nuove soluzioni, o dal “razionamento” del gas alle industrie energivore al maggior utilizzo delle centrali a carbone per la produzione di elettricità. Ma anche l’introduzione di politiche di austerity dei consumi: riscaldamento più contenuto, risparmi sull’illuminazione pubblica. Il tutto fino a quando il gas russo non verrà sostituito da forniture provenienti da altri paesi produttori. Una serie di misure che vanno di pari passo con il piano dell’Unione Europea per fronteggiare la crisi. In arrivo potrebbero esserci altri aiuti sulle bollette. Per il momento la situazione è sotto controllo in Italia ma il piano c’è, in caso di emergenza.

Il piano del Governo prevede dunque più step a seconda delle necessità, come sintetizzato dal Mattino. Nel piano case, si ipotizza di abbassare di due gradi la temperatura dei climatizzatori e del teleriscaldamento (fino a 19 gradi per i termosifoni e a 27 gradi nel caso dei condizionatori estivi). Ma è prevista anche la riduzione dell’orario di accensione, visto che il grosso dei consumi residenziali deriva proprio dal capitolo riscaldamento. E si ipotizza il “coprifuoco” la sera per l’illuminazione.

Poi c’è il piano città, alle quali è richiesto di ridurre l’illuminazione pubblica fino al 40%. Il che vuol dire accendere un lampione su due di notte. Ma in casi estremi anche gli uffici pubblici potrebbero chiudere in anticipo, alle 17,30. A loro volta, i negozi potrebbero dover anticipare la chiusura alle 19. Infine, anche i locali potrebbero andare incontro al coprifuoco alle 23.

Intanto si riaccendono le centrali a carbone. Rome riportato da Repubblica, il piano di emergenza del governo Draghi prevede che le sei centrali ancora in attività (la cui chiusura era prevista per il 2025) aumentino la produzione di elettricità. Si tratta di sei impianti: due si trovano in Sardegna e servono di fatto solo l’isola, mentre le altre sono situate a Venezia, Monfalcone, Civitavecchia e Brindisi. Le centrali si sono già messo in moto: nelle ultime settimane stanno coprendo fino all’8% del fabbisogno di energia elettrica, il doppio della media degli ultimi anni. L’obiettivo è quello di sostituire almeno 5 miliardi di metri cubi di gas.

Il governo Italiano si è già assicurato una serie di forniture alternative ma se queste non dovessero bastare potrebbe scattare una nuova stretta sui consumi in inverno. In parte l’austerity è già scattato: dal primo maggio scorso e fino al 30 aprile 2023, le temperature negli uffici pubblici non potranno essere superiori ai 19 gradi di inverno e inferiori ai 27 d’estate.

I livelli di crisi sono tre, al momento l’Italia è solo al primo, pre – allarme. Se la situazione dovesse precipitare, per esempio con il taglio totale delle esportazioni da parte della Russia, potrebbe scattare da subito il livello di emergenza. Questo prevede misure come l’interruzione delle forniture, per un periodo limitato di tempo, delle forniture alle industrie più energivore, dai cementifici alle acciaierie, dalla ceramica al vetro. Poi il ricorso a riserve strategiche che si trovano negli stoccaggi.

Il governo ha stanziato 30 miliardi per contenere la crisi energetica per famiglie e imprese. Non solo per contenere gli aumenti delle bollette, ma anche per sostenere le imprese colpite da effetti collaterali come i maggiori costi dei trasporti. Ma l’impegno potrebbe non finire qui. A parte la questione della chiusura (provvisoria, secondo la Russia) di Nord Stream, l’Europa dovrà prepararsi a ridurre i consumi del 15%. Bruxelles presenterà tra poco più di una settimana un piano di strategia unitaria. Che servirà per coordinare i piani nazionali di emergenza dei 27 Paesi membri. Ma anche gli eventuali razionamenti di energia. E parte la sensibilizzazione al risparmio delle famiglie.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.