Aumentano i contagi in Italia, seppur non in modo sensibile. Da inizio epidemia hanno contratto il virus 241.419 persone, 235 in più nelle ultime 24 ore (+223 il giorno precedente e +201 quello prima ancora). Si contano 21 nuovi morti per un totale di 34.854 vittime. La Lombardia resta la più colpita, con altri 95 positivi e 16 decessi. A Milano città e provincia i nuovi infetti sono 19, a Bergamo 31.

FOCOLAI E ORDINANZE – I numeri in crescita restano distanti dalle cifre che hanno sconvolto il Paese durante il lockdown ma ciò che adesso preoccupa sono le decine di focolai in tutta Italia, nella maggior parte dei casi provocati da cittadini stranieri o rientrati dall’estero che non rispettano l’obbligo di quarantena. Per questo motivo i governatori di alcune Regioni stanno emettendo nuove ordinanze e allerte alle Asl per obbligare a rimanere in isolamento chi arriva da altre nazioni.

Ad annunciare un simile provvedimento è il presidente della Toscana, Enrico Rossi. Qui nelle ultime 2 settimane sono stati registrati 3 cluster familiari a Cortona e Pian di Scò, in provincia di Arezzo, e a Impruneta, fuori Firenze. Si tratta di 18 persone provenienti da Paesi extra Schengen per cui vige l’obbligo della quarantena: rappresentano più del 40% dei nuovi casi registrati. Si spera in più test all’interno di una comunità dove si riscontra almeno un contagio. In questo modo, secondo gli esperti, è più semplice tenere sotto controllo la diffusione del virus, tracciare e trattare nuovi casi. Si dà inoltre ai sindaci il mandato di adottare provvedimenti per trasferire i positivi negli alberghi sanitari, mentre prima era possibile solo su base volontaria. Salata la multa in caso di inosservanza: fino a 5mila euro.

IL CASO VENETO – Non usa mezze misure il presidente del Veneto, Luca Zaia. Nella sua ordinanza, che sarà emanata lunedì 6 luglio, ribadirà l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda per chi, positivo al test e sottoposto a quarantena, violi il “divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione“. Quanto all’imprenditore 65enne vicentino ricoverato in terapia intensiva dopo un viaggio in Serbia in auto, “abbiamo presentato in procura una segnalazione e ravvisiamo dei profili per una colpevolezza di questa persona, che partono dalla mancata collaborazione con le autorità sanitarie al rischio di provocare un’epidemia”, perchè “portatore di un contagio“, annuncia Giovanni Pavesi, direttore generale dell’Ulls 8 Berica. L’uomo, sottoposto a tampone domenica scorsa, aveva rifiutato il ricovero.