“Quando abbiamo visto la sua foto, abbiamo capito che sarebbe stata figlia nostra e siamo andati a prenderla”. Sorridente, entusiasta e piena di vita così come lo sono i colori dei suoi quadri. Così appare sul suo profilo instagram Sevy Marie Eicher, una giovane artista affetta dalla sindrome di down con una storia difficile alle spalle. Nata a Sofia, in Bulgaria, viene abbandonata perché ha un cromosoma in più. Cresciuta trasferendosi da un’istituzione all’altra, aveva ormai perso le speranze di trovare una famiglia a causa della sua disabilità. Per lei, infatti, passano dodici anni e sembra che il suo destino sia segnato a rimanere in quell’orfanotrofio.
Di solito, alla sua età gli orfani non sono nemmeno adottabili e vengono presi in carico dalle istituzioni. Ma nel 2016 le cose cambiano, così come la sua vita. Dagli Stati Uniti, apposta per lei, arrivano Lisa e Joey Eicher con l’intento di adottarla e portarla nella loro casa in Texas. La famiglia Eicher, infatti, non è estranea all’adozione. Nel 2011 la coppia ha deciso di allargare il proprio focolare, composto già da due figli, con un nuovo arrivo. Il piccolo Archie, anche lui affetto dalla sindrome di down e originario della Bulgaria, è stato adottato quando aveva solo 7 anni. Ma appena le è caduta tra le mani la foto di Sevy, se n’è innamorata a tal punto da volare nella capitale bulgara e chiederne l’adozione. Nonostante l’infanzia di Sevy non sia stata tutta rose e fiori, ora ha trovato la sua dimensione affettiva e creativa.

LA STORIA –  La vicenda di Sevy Marie rappresenta una storia di coraggio e speranza. Capita molto spesso che i bambini affetti dalla sindrome di down, o da disabilità in generale, vengano abbandonati e trovino in difficoltà nell’incontrare una famiglia che si prenda cura di loro. Ma per fortuna ci sono anche storie a lieto fine, di genitori che scelgono di accogliere nella propria casa dei bambini con handicap e dare loro le attenzioni che meritano. Inizialmente, infatti, la piccola era diffidente. Non era mai andata a scuola, non ha mai avuto dei fratelli, né una mamma, né un papà. Insomma, era allergica all’amore, non avendolo mai conosciuto. Sebbene abbia avuto una grande casa, due genitori amorevoli e tre fratelli affettuosi, Sevy era irremovibile nell’esprimere i suoi sentimenti. Era molto introversa e timida, respingendo tutto ciò che le era stato donato. Ma l’unica cosa che cambia la sua reazione sono pennarelli e pennelli, ed è qui che avviene la sua trasformazione.
Sevy comincia a prendere confidenza con le tavolozze di vernice e si circonda di colori, lasciando spazio alla fantasia e alla sua libertà creativa. L’arte inizia ad assumere un ruolo sempre più centrale nella sua vita, tanto da spingerla creare sempre più quadri. Come racconta la madre a Paper City, Sevy era eccezionalmente brava nel dipingere così un giorno ha cominciato a pubblicare delle foto delle sue opere d’arte sui social media. L’idea ha avuto un successo talmente grande che molti utenti hanno iniziato a chiedere di acquistare i quadri della ragazza. Il suo profilo Instagram, infatti, ha raggiunto più di 38mila follower e le sue opere vanno letteralmente a ruba.

 

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Lots of purchase inquiries lately- here’s how to get a chance at a piece of Sevy art— click on link in bio…. sign up to be added to her waitlist. In a few days we will send some info out to everyone on her waitlist (so even if you signed up a year ago— even if you already have a piece, you will get the info). This is the last chance before we take a bit of a break from sales so that we can really focus on @sandalgapstudio — don’t worry, Sevy will still be painting and I’ll continue sharing all of her magic with you all here. As always, thank you for the fierce love and loyal support of our girl and her gift. There are no greater fans than Sevy fans. We love you guys!

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E’ nata così Sevy Marie Art, una vera e propria azienda che comprende collezionisti da Francia, Paesi Bassi e Irlanda. In questo progetto Sevy non è l’unica a creare, ma ogni singolo membro della famiglia contribuisce in qualche modo. In ciascun dipinto c’è un pezzo di ognuno di loro, come una vera e propria famiglia. Papà Joey taglia il compensato a mano e assembla le tele, i fratelli preparerano lo sfondo per Sevy prima di posare la tela sul terreno. Una volta che Sevy sente che il pezzo è finito e lo firma, qualcuno in famiglia gli dà un nome. L’attività creativa dell’artista ha ispirato un futuro per tutta la famiglia. La sorella Ace ha recentemente creato un’organizzazione no profit chiamata Sandal Gap Studios, che mira a incoraggiare la gentilezza, la compassione e l’inclusione attraverso la creazione e la condivisione. Attraverso l’arte di Sevy Marie, Sandal Gap Studios e il motto di Lisa “I ninja non contano i cromosomi”, la famiglia sta combattendo idee sbagliate sulla sindrome di Down e sui bisogni speciali su più fronti.

LA STORIA DI ALBA – Anche in Italia abbiamo un esempio di come i bambini affetti dalla sindrome di down possano trovare una famiglia intenzionata a prendersi cura di loro. E’ il caso di Luca Trapanese e della piccola Alba, affetta dalla sindrome di down. Sono sette le famiglie in attesa di adozione che hanno rifiutato Alba, abbandonata dalla madre dopo il parto. L’unico che si è proposto di farsi carico della bambina è stato proprio Luca, un uomo per cui la diversità è una possibile risorsa. L’ha accolta in affido a poche settimana dalla nascita e l’ha adottata definitivamente al compimento del suo primo compleanno. Felice di essere diventato padre, il desiderio di Luca è sempre stato quello di avere un figlio senza porre un limite, ovvero voleva essere genitore di un minore disabile oppure di una vittima di violenza.

Infatti Luca è il fondatore delle associazioni “A ruota libera”, che si occupa di ragazzi Down, e “La casa di Matteo”, per bambini gravemente ammalati che si dedicano ad attività di volontariato da ormai molti anni. Inoltre a Marzano Appio, sempre in Campania, Luca ha realizzato “Il borgo sociale” composto da tre residenze, fattoria, apicoltura e tante altre attività per i disabili e per il loro inserimento nella vita lavorativa in piena autonomia. Anche per questo ha fatto richiesta nel registro speciale che permette alle persone single di fare delle adozioni in condizioni particolari.