“Lavoro in teatro da 35 anni ma per Ministero e Inps non esisto”. Su un cartello, nero su bianco Gianfranco Izzo, tecnico teatrale, ha racchiuso in poche parole il dramma suo e di tanti altri operatori dello spettacolo che da mesi non lavorano, non percepiscono stipendio e sono in balia di bonus a pioggia che non sempre rappresentano un buon investimento per il settore. Così Gianfranco e tanti altri lavoratori del Coordinamento Arte e Spettacolo Campania ogni giorno a Napoli  scendono in Piazza Plebiscito e ci restano da mattina a sera in presidio permanente. “Ci resteremo finchè non avremo un incontro serio con il Ministero e con l’assessorato al lavoro della Regione”.

La vicenda di Gianfranco è particolarmente complicata. “Nei primi tre mesi del 2020 lavoravo con una compagnia in giro per l’Italia – racconta il tecnico iscritto sindacato Si Cobas Napoli– Per via del blocco da emergenza Covid ho subito la sospensione del lavoro. Ho già perso nel totale nel 2020 quasi sei mesi di lavoro. Nonostante ciò non ho potuto nemmeno ricevere i sostegni previsti dal Governo per la categoria. L’anno precedente infatti ho lavorato sul set dell’Amica Geniale, nel comparto scenografia: una società seria che però mi ha versato i contributi sull’Inps generale perchè ero inquadrato come artigiano. Per il bonus sono stati presi in considerazione, come appartenenza al settore un numero di contributi Enpals solo per l’anno 2019, ignorando di fatto tutti i precedenti anni di lavoro svolti prima e i mesi seguenti del 2020. In pratica per il Ministero  e l’Inps uno che lavora a una scenografia per un film non è  considerato lavoratore spettacolo, nonostante la presenza di numerosi contributi Enpals per gli altri periodi”.

https://video.ilriformista.it/il-lavoro-non-e-un-piacere-a-napoli-presidio-permanente-degli-operatori-dello-spettacolo-sD6TSRhPyX

Gianfranco fa parte del Coordinamento lavoratrici e lavoratori spettacolo Campania. Dal mese di marzo insieme agli altri colleghi di lavoro stanno lottando in ogni modo per avere un incontro con esponenti ministeriali e governativi. Quello che vogliono è un confronto per fare in modo che il momento di emergenza, da dramma per tanti, possa diventare anche una occasione per risolvere problemi atavici della categoria come il precariato.
“Purtroppo il ministero ancora una volta ha mostrato di essere ‘particolarmente sensibile’ verso i maggiorenti del suddetto sistema – continua Gianfranco – Non solo offrendo cospicui aiuti e sostegni economici principalmente verso i ‘soggetti maggiori’ ma ha anche convocato recentemente in un ‘tavolo permanente’ solo i sindacati maggiori e varie sigle legate a grandi gruppi e di fatto escludendo altri soggetti, movimenti di categoria che rimangono inascoltati”.

Il gruppo in protesta è grato alla Regione Campania che ha ascoltato ed ha cercato di andare incontro alle esigenze dei lavoratori dello spettacolo. E soprattutto all’assessorato del lavoro chiede di farsi portavoce verso il Governo nazionale e l’assemblea delle altre Regioni italiane delle problematiche, che si adoperi per essere guida innovativa per un vero e utile rinnovamento del Sistema Spettacolo stesso. Il gruppo di lavoratori dello spettacolo annuncia per il 22 una protesta in piazza ancora più grande: “Dobbiamo essere uniti per far sentire la nostra voce ancora più forte”, conclude Gianfranco.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.