Vincenzo De Luca non si ferma di fronte alla ‘minaccia’ da parte del governo Draghi di impugnare il suo provvedimento di chiusura delle scuole elementari e medie per il mese di gennaio. Una platea che, rispetto a quanto annunciato nella consueta diretta Facebook del venerdì, si è allargata però anche alle scuole dell’infanzia, ovvero asili e nidi.

Il presidente della Regione Campania ha infatti pubblicato l’ordinanza, la n.1 del 7 gennaio 2022, valida fino al 29 gennaio prossimo, che dispone “la sospensione delle attività in presenza dei servizi educativi per l’infanzia di cui  all’articolo 2 del  decreto  legislativo 13 aprile  2017, n. 65, e dell’attività scolastica e didattica in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado”.

Nell’ordinanza si legge inoltre che è “sempre garantita” la possibilità di svolgere attività in presenza “qualora sia necessario l’uso  di  laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e  con bisogni educativi speciali”.

LE PAROLE DI DE LUCA – Il governatore della Campania aveva anticipato il provvedimento nella consueta diretta Facebook del venerdì sui suoi canali social. “È irresponsabile aprire le scuole il 10 gennaio. Per quello che ci riguarda non apriremo le medie e le elementari. Non ci sono le condizioni minime di sicurezza”, era stato il messaggio di De Luca. 

Ho la sensazione – era stata l’accusa di De Luca – che si mettano in piedi provvedimenti che finiscono per trasformare i nostri bambini in cavie sull’altare della politica politicante, dell’opportunismo e degli ideologismi. Questo capita quando si fanno scelte a prescindere da quella che è la realtà. E a volte le immagini pubbliche sono esattamente il contrario della verità, cioè chi prende queste misure apparentemente favorevoli al mondo della scuola fa esattamente il contrario, cioè prende misure che sono contro il mondo della scuola. C’è qualcuno che possa sostenere che aprire le scuole nel caos totale sia una misura che favorisce la didattica, la formazione, l’equilibrio psicologico dei nostri bambini? E’ esattamente il contrario, chi prende decisioni cervellotiche e non rapportate alla realtà vera dell’Italia è nemico della scuola, non amico”.

Quindi i dati che hanno spinto a una decisione così drastica: “Ci sono 3000 positivi nel personale scolastico e 19mila positivi nella fascia 0-19 anni. La percentuale di vaccinazione che registriamo al di sotto delle prime medie e nelle scuole elementari è meno del 10%”.

Da De Luca anche l’appello alla collaborazione di presidi, docenti e pediatri “per avere non venti giorni di riposo, ma per utilizzare al meglio queste giornate per sviluppare quanto più possibile la campagna di vaccinazione per i più piccoli. “Non arriveremo a vaccinare i 400mila bambini che abbiamo in fascia 5-11 anni – aveva aggiunto De Luca – ma dobbiamo fare uno sforzo in più”.

Messaggio che non era affatto piaciuto all’esecutivo, che dopo le parole del presidente campano ha fatto filtrare da fonti di Palazzo Chigi l’intenzione di impugnare la decisione del governatore campano. Una mossa che renderà necessario un passaggio nel prossimo consiglio dei ministri.

DIVIETI ANCHE PER ALCOLICI E ASSEMBRAMENTI – Ordinanza che non tratta solo del ‘sensibile’ argomento scuola. La Regione Campania infatti vieta il consumo di bevande alcoliche “di qualsiasi gradazione”, dalle ore 22 alle 6 “nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali”.

Restano vietati anche “affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. La Regione raccomanda dunque ai Comuni e alle autorità competenti “di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto del divieto di assembramenti, in particolare nelle zone ed orari della cosiddetta movida”.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia