E anche il V-day, il giorno del vaccino, il giorno del via alla campagna di vaccinazione anti-covid in Europa, diventa pretesto di scontro tra il sindaco di Napoli e il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ad attaccare è il primo cittadino ha attacco il Presidente della Regione, cui stamane è stata somministrato il farmaco Pfizer-BioNTech, che garantisce una protezione al 95% contro il coronavirus. “Trovo davvero inqualificabile e indegno l’abuso di potere del presidente De Luca che approfitta del suo ruolo istituzionale per vaccinarsi quando il vaccino, nelle prime settimane, deve essere destinato esclusivamente, considerate le pochissime quantità disponibili, a medici, infermieri, operatori sanitari ed anziani”, ha detto il sindaco di Napoli

Neanche una pandemia globale è riuscita ad affievolire i contrasti tra il sindaco e il governatore che si sono sfidati a distanza, a colpi di offese e sottintesi. De Magistris ha aggiunto nella sua invettiva: “La salute del Presidente De Luca viene purtroppo prima del popolo campano. Si dovrebbe vergognare e chiedere scusa! Poi verrà, invece, il momento in cui tutti dovremmo vaccinarci e allora sarà giusto che tutti diano l’esempio, a cominciare da chi ricopre incarichi pubblici ed istituzionali. Ora non tutti, purtroppo, possono ancora vaccinarsi, mentre De Luca appare come un privilegiato della casta arrogante che abusa strumentalmente, a fini di propaganda, del suo ruolo istituzionale. La sua dose viene purtroppo sottratta a chi opera in prima linea e rischia la vita ogni giorno”.

In occasione della vaccinazione, De Luca ha rilasciato delle dichiarazioni sulla campagna e anticipato che il 7 gennaio, in Campania, non apriranno tutte le scuole come anticipato dal governo. “Credo che alla fine si vaccineranno tutti quanti, abbiamo fatto un pre-sondaggio in alcune Asl, e da quello che mi riferiva il direttore sanitario della Napoli 2, l’80 per cento ha risposto con entusiasmo alla sollecitazione alle vaccinazioni. Diversamente da quello che si immaginava avremo una adesione di massa. Per il resto dobbiamo aspettare la campagna di vaccinazione per vedere come reagiscono i cittadini, ma mi pare di capire che i no-vax si siano diradati in questo periodo. Mi auguro che non ci sia bisogno di porre l’obbligo al vaccino, perché sarebbe impossibile. Il problema ci potrebbe essere per il personale medico e per i dipendenti pubblici, ma è una cosa estrema sulla quale ragionare solo davanti a vuoti clamorosi. Per quello che vedo oggi c’è grande senso di responsabilità e partecipazione”.

Antonio Lamorte