Denise Pipitone sarebbe viva, “sistemata” in una famiglia che avrebbe legami con i rapitori e avrebbe anche una figlia. Questo almeno secondo quanto detto da Maria Angioini, ex pm, che indagò sul caso della scomparsa della bambina nel 2004 a Mazara del Vallo. L’ex magistrata ha raccontato questa versione sconvolgente alla trasmissione di Rai1 Storie Italiane. Parole da prendere con le pinze per i telespettatori e da stigmatizzare per la famiglia della bimba che da 17 anni cerca risposte a un mistero irrisolto.

Angioini durante la trasmissione Rai ha detto la sua, facendo riferimento al video del 2004, realizzato dopo pochi mesi dalla scomparsa, da una guardia giurata a Milano, che riprendeva una bimba somigliante a Denise con una famiglia nomade: “La mia idea è che Denise sia viva ed è sistemata in qualche famiglia che ha legami con i rapitori o con alcuni componenti che hanno avuto legami con i rapitori. Non è detto che sia in una famiglia rom, va cercata in ambienti che siano da noi difficilmente ispezionabili. La pista rom è collegabile al video di quella signora di Milano, ma non sappiamo neanche se sia una rom. Diciamo che era un gruppo che forse chiedeva l’elemosina – ha aggiunto – sono sicura che sia viva, nei giorni scorsi ho mandato in procura una serie di foto e documenti che mi danno la personale certezza che sia viva, ha una famiglia, ha anche una figlia. Ovviamente sono documenti che ho trasmesso solo alla procura della Repubblica e all’avvocato Frazzitta perché sono molto delicati. Poi sarà la procura a valutare se la mia valutazione è vera oppure no. Prima era una probabilità, ma ormai ho la personale certezza che sia così”.

Il caso di Denise è tornato prepotentemente all’ordine del giorno in questi primi mesi del 2021. Inizialmente per il caso di una ragazza russa, Olesya Rostova, che ha cercato tramite una trasmissione i genitori. Una vicenda dai contorni grotteschi che per settimane è stata seguita con assiduità da programmi e media italiani. Nulla di fatto. Anzi, un teatrino triste per lo più. Quindi le ispezioni a casa di Jessica Pulizzi e Anna Corona, già indagate sul caso ma assolte, a Mazara del Vallo, l’ipotesi di una ragazza che vive in Calabria e le dichiarazioni di un anonimo.

L’avvocato della famiglia di Denise ha detto di non aver ricevuto segnalazioni sul contenuto delle parole di Angioini. “Invitiamo tutti — giornalisti, magistrati o avvocati — alla massima cautela nel momento in cui si diffondono notizie che possono essere infondate o contenenti elementi non riscontrati o non riscontrabili e che possono costituire un ostacolo al lavoro della Procura di Marsala”, ha detto l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, dopo le parole di Angioni. “Non vediamo tuttavia la necessità di fornire informazioni particolarmente dettagliate, frutto o meno delle indicazioni di un mitomane o che dovessero anche risultare fondate, perché ancora al vaglio della magistratura – ha detto a Sicilia 24 – Se si tratta di qualcosa che ha a che vedere con un ex detenuto di origine maghrebina, devo dire che si tratta di un mitomane che conosciamo da anni. Si tratta di qualcosa che fu controllata da noi. Quindi massima cautela. Si crea una bolla che fa solamente del male”.

Non è la prima volta che Angioini si esprime con dichiarazioni sorprendenti sul caso, sia sui gruppi di persone, “cattive” e “buone”, coinvolti nel caso; o dei problemi degli investigatori nel corso delle indagini e del fatto che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni ne erano al corrente. Attualmente l’ex pm è giudice del lavoro.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.