Luigi Di Maio prova ad anticipare le possibili mosse di Giuseppe Conte nella guerra tra i due leader del Movimento 5 Stelle. Il ministro degli Esteri in una lettera inviata allo stesso ex presidente del Consiglio e al garante Beppe Grillo ha annunciato le sue dimissioni dal presidente e membro del Comitato di garanzia del Movimento.

Una missiva in cui però dall’altro rilancia la spaccatura all’interno dei pentastellati e rivendica la diversità di vedute con Conte, che venerdì invece uscendo da Palazzo Chigi dopo un vertice col presidente del Consiglio Mario Draghi aveva sottolineato come nel Movimento non ci sia spazio per le correnti. 

Penso che all’interno di una forza politica sia fondamentale dialogare, confrontarsi e ascoltare tutte le voci. Tutte le anime, anche chi la pensa in maniera diversa, devono avere spazio e la possibilità di esprimere le proprie idee“, scrive Di Maio rispondendo di fatto al ‘rivale’ Conte. 

Dunque perché la scelta delle dimissioni dal Comitato, di cui faceva parte assieme a Roberto Fico e all’ex sindaca di Roma Virginia Raggi. Il titolare della Farnesina spiega che d’ora in avanti sarà “tra le voci che sono pronte a sostenere il nuovo corso, mantenendo la libertà di alzare la mano e dire cosa non va bene e cosa andrebbe migliorato”.

Insomma, Di Maio spiega che per esprime “in maniera propositiva e costruttiva” idee diverse da quelle di Conte, non poteva “ricoprire ruoli di garanzia all’interno del Movimento. Non lo ritengo corretto”.

Nella lettera poi c’è spazio per un ringraziamento di rito a Beppe Grillo e al suo post ‘distensivo’, ma anche l’ennesimo affondo contro la leadership di Conte. Di Maio parla infatti di un dibattito interno al Movimento che è “degenerato, si è iniziato a parlare di scissioni, processi, gogne. Si è provato a colpire e screditare la persona. Mi ha sorpreso, anche perché è proprio il nuovo statuto del Movimento che mette l’accento sul rispetto della persona”, ricorda il ministro. 

Quindi il pensiero rivolto a Grillo, che “ha provato a favorire un dialogo sereno e super partes, tra diverse linee di pensiero”.

Obiettivo di Di Maio, scrive il titolare della Farnesina nelle lettera, è quello di “continuare a dare il mio contributo, portando avanti idee e proposte. Voglio dare il mio contributo sui contenuti, voglio continuare a fare in modo che si generi un dibattito positivo e franco all’interno della nostra comunità. Un confronto che ci permetta davvero di rilanciare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Se rimaniamo uniti, con le idee Di tutti, torneremo a essere determinanti. Grazie a tutti per l’affetto e viva il Movimento“, si chiude la missiva indirizzata a Conte e Grillo.

Le accuse dai vertici 5 Stelle

In una nota diffusa dai vertici del Movimento la scelta di Luigi Di Maio di lasciare il suo ruolo nel Comitato di garanzia viene giudica un “giusto e dovuto passo indietro“. Una decisione che “costituisce un elemento di chiarimento necessario nella vita del MoVimento rispetto alle gravi difficoltà a cui ha esposto la nostra comunità, che merita un momento di spiegazione in totale trasparenza“, rincara la dose la nota ufficiale del Movimento, chiaramente dettata da Giuseppe Conte.

Secondo i vertici dei 5 Stelle “il confronto delle idee e la pluralità delle opinioni non è mai stata in discussione. Questo però non significherà mai permettere che i nostri impegni con gli iscritti e con i cittadini siano compromessi da percorsi divisivi e personali, da tattiche di logoramento che minano l’unità e la medesima forza politica del Movimento“.

Il post di Grillo

Immancabile anche la reazione di Beppe Grillo, che con un post dal titolo ‘5 Stelle polari‘ pubblicato sul blog è intervenuto nuovamente sulla faida che divide Conte e Di Maio dopo l’appello all’unità dei giorni scorsi.

La “nostra rivoluzione democratica è oggi chiamata a passare dai suoi ardori giovanili alla sua maturità, senza rinnegare le sue radici ma individuando percorsi più strutturati per realizzarne il disegno. La nostra visione del mondo è sempre la stessa: vogliamo costruire un futuro più sostenibile, equo, partecipato, accessibile e digitale. Cinque stelle polari che ricordano le cinque parole chiave delle proposte di Italo Calvino per il nuovo millennio, e che vorremmo oggi realizzare con indicazioni concrete e strutturate“, scrive il garante sul blog.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia