“I leader hanno fallito, nel Movimento va aperta riflessione interna”. Ha parlato pochissimo in questa settimana. Ma quando lo ha fatto ha lanciato siluri nei confronti di rivali e pseudo alleati politici. Durissimo l’attacco di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ai leader populisti, compreso l’ex premier Giuseppe Conte, a capo di un Movimento 5 Stelle che avvierà (così come la Lega) profonde riflessioni al suo interno a partire già dalle prossime ore.

All’uscita da Montecitorio, Di Maio ha provato a ingraziarsi i giornalisti, ringraziandoli per il difficile lavoro svolto in questa settimana, poi ha rifilato una serie di frecciate ad “alcune leadership” che “hanno fallito, hanno alimentato tensioni e divisioni“. Per il ministro degli Esteri “dobbiamo lavorare per unire, per allargare, la politica in questi giorni è rimasta vittima di se stessa: per fortuna questo stallo l’ha risolto dal basso il Parlamento, che giorno dopo giorno ha manifestato la volontà di rivolere Mattarella al Quirinale”.

Di Maio ricorda che Mattarella è partito “dai 16 voti del primo scrutinio fino ai 759 di stasera”. E tra i primi a votare “c’era anche il senatore Vincenzo Presutto” dice ai giornalisti voltandosi nel tentativo di incrociare lo sguardo del collega pentastellato. Dopo aver ringraziato il premier Mario Draghi “per il contributo” dato in questi ultimi giorni di trattative, Di Maio avvisa Conte: “Anche nel Movimento 5 stelle è necessario aprire una riflessione politica interna”.

Una messaggio chiaro che arriva a 24 ore di distanza dalle critiche, a Conte e Salvini, per la candidatura, bruciata, di Elisabetta Belloni, capo del Dis. Dure le parole pronunciate ieri da Di Maio. “Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso”, e ha aggiunto: “Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l’accordo della maggioranza Di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi è stata esposta la seconda carica dello Stato. Cosi’ non va bene, non è il metodo giusto”.

Sulla candidatura della numero uno degli 007 italiani, Conte, nel corso della conferenza stampa di oggi del Movimento 5 Stelle, ha così ricostruito: “Ieri ho bloccato l’asse giallo verde nero su Belloni”, ovvero Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Poi critica l’atteggiamento di Letta: “Con Enrico ci siamo mossi insieme in questi giorni, mi è piaciuto un po’ meno su Belloni perché avrebbe dato l’ok… poi sono uscito io e sono usciti tutti: parte di Forza Italia, Leu, gran parte del Pd e Di Maio che ieri avevo chiamato, mi aveva detto che non sapeva che fare e poi invece è uscito”.

Poi sulle frizioni interne al Movimento 5 Stelle dopo le dichiarazioni di Di Maio, Conte ha tergiversato, sottolineando che ci sarà tempo per chiarire queste cose, soprattutto nei confronti della base del Movimento. “Sono state ore febbrili, finora non c’è stato modo di chiarire il significato di alcune uscite” ma “ci sarà tempo per chiarire tutto con la comunità del Movimento 5 Stelle”.

Sulla Belloni si era sbilanciato anche Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle, che ieri sera, probabilmente dopo aver ricevuto garanzie dallo stesso conte, aveva pubblicato un tweet dando per scontata l’elezione della prima donna alla presidenza della Repubblica.

Redazione