“Abbiamo rischiato un po’. Non volevamo rischiare sulle vite umane, ma abbiamo visto che il contagio non era ancora così importante”. Spiega così Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Sardegna, la decisione dell’Ente di aprire le discoteche questa estate.

Sono le parole riportate in una intervista concessa a Report, la trasmissione di inchiesta di Rai3, che ha alzato un polverone politico. Impossibile infatti dimenticare le scene mostrate su social e tv, con feste e serate varie nei più importanti locali dell’isola dove il Coronavirus si è diffuso con un boom improvviso.

DISCOTECHE APERTE – Cocciu spiega così la decisione presa in quei giorni di agosto, quando un Dpdmc del premier Conte chiudeva le regioni lasciando però alle Regioni la possibilità di agire diversamente, salvo ovviamente il controllo sulle misure di prevenzione dal Covid-19 da prendere all’interno delle stesse. L’11 agosto quindi il governatore sardo Christian Solinas, firmata un’ordinanza che le tiene aperte sino al 31 agosto, salvo poi revocarla con un provvedimento preso solo cinque giorni dopo.

LE PRESSIONI E IL RISCHIO PENALI – Dietro la scelta di lasciare aperte le discoteche Cocciu evoca chiaramente le pressioni degli imprenditori e proprietari dei locali: “Mi sono arrivate tante telefonate durante un Consiglio regionale circa 20-25… Hanno cominciato a chiamarci gli imprenditori, a me e agli altri capigruppo. Mi dicevano Angelo aiutaci, siamo nella m….”.

Il capogruppo di Forza Italia fa anche degli esempi: “Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti. In particolare il Phi Beach aveva Sven Vath l’11 o il 12, una cosa del genere… Così abbiamo chiesto qualche giorno di apertura in più”. Il rischio per questi locali era quello di pagare penali astronomiche, ma l’obiettivo della Regione, ribadisce Cocciu, non era quello di arrivare fino al 31 agosto.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA – Dopo il servizio di Report la Procura di Cagliari ha aperto un’inchiesta per “epidemia colposa”: l’obiettivo dei magistrati è di verificare se la Regione ha consentito con una sua ordinanza l’apertura dei locali chiusi dal Dpcm nonostante fosse a conoscenza dei rischi sanitari. Gli inquirenti, secondo l’Ansa, si stanno inizialmente concentrando sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulta allegato alla decisione del governatore Solinas.

LA RICHIESTA DI NUOVE ELEZIONI – Durissime anche le reazione politiche arrivata dall’isola. Il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana si è sfogato sottolineando che “in un mondo normale domani, in Sardegna, si terrebbero le nuove elezioni regionali. Ma non viviamo in un mondo normale”. Deiana però difende i sardi su un punto: “Report ha traslato la problematica. Ha fatto credere che siano i sardi ad aver contagiato il resto d’Italia. Mentre il virus è arrivato sulle ali dei turisti arrivati senza assicurare nessuna precauzione sanitaria per i sardi. Le vere vittime di questo “contesto” malsano sono i sardi e la Sardegna. Perché nessuno – il Governo in primis – non ha proibito l’invasione di torme di turisti, senza controlli sanitari in ingresso che hanno fatto ammalare primi far tutti i lavoratori sardi del turismo. Venivano, questi, dopo aver fatto il giro d’Europa: da Ibiza a Malta. Per poi sbarcare in Costa e impestare tutto l’impestabile”.
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