Non si fermano le purghe grilline, neanche in tempi di Coronavirus. I probiviri del Movimento 5 Stelle hanno infatti comunicato questa mattina l’espulsione del senatore Mario Giarrusso e del deputato Nicola Acunzo, entrambi nel mirino del collegio per le mancate rendicontazioni.

In particolare secondo il sito Tirendiconto, il senatore per oltre un anno non ha restituito un euro al MoVimento, giustificando il tutto con la necessità di pagare gli avvocati che lo stanno difendendo dalle querele ricevute durante la sua attività politica.

In realtà proprio Giarrusso è da tempo in rotta di collisione con i vertici pentastellati: l’ultima battaglia del senatore riguarda la conferma di Claudio Descalzi come amministratore delegato dell’Eni, ‘lotta’ condivisa con il leader della ‘rivolta interna’ Alessandro Di Battista. Giarrusso ha però potuto contare, fino ad oggi, sui numeri esigui per la maggioranza al Senato, che per mesi hanno spinto i grillini a rinviare la decisione sul senatore per non perdere un ulteriore voto a Palazzo Madama. La resa dei conti finale è arrivata però oggi, con la decisione di espellere Giarrusso e il collega della Camera Acunzo.

Ci hanno chiamato giustizialisti e manettari, ci hanno accusato di essere eccessivamente rigorosi. Ma in un Paese come…

Gepostet von Mario Michele Giarrusso am Samstag, 18. April 2020

Soltanto due giorni fa era arrivata l’espulsione di un altro esponente storico del Movimento 5 Stelle, il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, chiacchierato per le sue posizioni no-vax e anche lui in rotta con il partito per la sua alleanza nazionale col Partito Democratico.