C’è una svolta nelle indagini sulla morte di Dora Lagreca, 30enne assistente scolastica che nella notte tra venerdì e sabato è precipitata dal quarto piano dell’appartamento in affitto dove viveva, a Potenza.

Il fidanzato Antonio Capasso è stato iscritto infatti nel registro degli indagati per istigazione al suicidio. I due convivevano nell’appartamento in cui è avvenuta la tragedia. Capasso è indagato nell’ambito dell’inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Potenza, coordinate dalla locale Procura che ha anche disposto per domani mattina l’autopsia sul cadavere di Dora e il sequestro della mansarda dove i due si trovavano al momento della morte della ragazza.

Lagreca originaria di Arenabianca, una frazione di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, è morta due ore dopo il ricovero all’ospedale San Carlo.

Secondo quanto emerso Dora e il fidanzato, interrogato per cinque ore dai carabinieri, avevano avuto una lite prima della morte. La sera prima del decesso, avvenuto intorno alle 2:30, la coppia era uscita per una pizza assieme a degli amici. La lite sarebbe scoppiata tra i due una volta rientrati a casa.

Capasso avrebbe riferito agli inquirenti, durante il suo interrogatorio, che Dora aveva iniziato ad urlare e minacciare di buttarsi giù dal terrazzino della mansarda di via di Giura. Agli inquirenti il fidanzato aveva inoltre sostenuto di non esser riuscito a fermare Dora, che aveva scavalcato la ringhiera buttandosi giù: la 30enne era prima finita su una parabola satellitare e poi sul prato, precipitando da una altezza di circa 12 metri.

Contro l’ipotesi del suicidio si è espressa la famiglia della vittima. Tramite l’avvocato Revinaldo Lagreca, i familiari chiedono “la verità” sulla morte della giovane assistente scolastica, mettendo in evidenza che “non c’era alcuna sintomatologia che potesse far pensare a un suicidio“.

Ad avanzare dubbi era stato anche il sindaco di Montesano sulla Marcellana, paesino di origine della vittima. All’Ansa Giuseppe Rinaldi ha riferito che secondo lui “è impossibile che sia potuto accadere. Anche l’avvocato di famiglia è concorde, e così come la comunità. Chi la conosce bene sa che Dora era una ragazza solare, allegra, piena di vita e di progetti. Venerdì, prima di recarsi dal fidanzato, è stata a casa dei suoi familiari, ha parlato con una zia del matrimonio di un cugino che si sarebbe tenuto la prossima settimana. Niente faceva presagire questa tragedia. Conoscevo personalmente Dora e la sua famiglia, siamo legati anche da parentela, abitiamo poco distanti. L’ipotesi del suicidio non convince. Cosa possa essere accaduto non lo sappiamo, ma ci auguriamo che si possa far luce quanto prima su quello che è realmente accaduto. Vivere in questa incertezza è un doppio strazio per la famiglia”.

In occasione delle esequie il sindaco ha annunciato il lutto cittadino in segno di rispetto e ricordo di Dora: “E’ il minimo che la nostra comunità possa fare per questa nostra concittadina e per la sua famiglia”.

Redazione