Il Venezia torna in Serie A dopo vent’anni. Dalla stagione 2001/2002, l’ultima della gestione Zamparini. Decisivo l’1 a 1 sul campo del Cittadella nella finale di ritorno dei playoff. All’andata era finita 1 a 0 a favore dei lagunari. Una promozione inaspettata, un colpo di scena. Da risolvere però il nodo dello stadio: il Pier Luigi penso conta poco più di 7mila posti, troppo pochi per la massima Serie.

“Una gioia immensa”, ha commentato l’allenatore Paolo Zanetti, 38 anni, corteggiato anche da squadre della Serie A. Il Presidente Duncan Niederauer, 60enne da New York, guru della finanza, vuole trattenerlo. Sei anni fa dopo l’ennesimo fallimento l’acquisto degli americani, grazie anche all’azione del sindaco della Serenissima Brugnaro. Il Venezia così è salito dalla Serie D alla B, nel 2019 è retrocesso ed è stato quindi ripescato al posto del Palermo.

A segnare il gol decisivo per la promozione dalla B il veneziano Riccardo Bocalon, al 93esimo. Il pareggio dopo il goal di Proia e l’espulsione di Mazzocchi: il Venezia ha giocato gran parte della gara con un uomo in meno. Festa nelle calli dopo il triplice fischio.

Lo stadio Penzo è dal 1913 quasi ininterrottamente la casa del Venezia. Una struttura unica in Italia: può essere raggiunta soltanto in barca o a piedi. Il nuovo stadio è ancora soltanto un progetto. I posti del Penzo sono stati ridotti dai 15mila del 2001/2002 agli attuali 7.389. Il limite per la serie A è di 16mila posti: “La capienza minima dello stadio deve essere di 16.000 posti, salvo deroghe, anche condizionate, concesse dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A per gli stadi rientranti nelle disposizioni contenute nella Legge n. 210 del 17 ottobre 2005 di conversione del decreto legge 162 del 17 agosto 2005“.

La società sarebbe intenzionata a chiedere una deroga per un anno, con opere di ammodernamento e adeguamento. Le prime opere di restyling saranno l’eliminazione delle barriere provvisorie e il potenziamento dell’illuminazione. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di giocare a Trieste, a quasi due ore di strada.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.