Una linea “law and order”, come direbbe il quasi ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il governo Conte sposa la prudenza e il rigore in vista del Natale e col nuovo Dpcm, che sarà firmato entro domani, 3 novembre, non permetterà alcuna deroga al coprifuoco alle 22, neanche la vigilia di Natale e quella della notte di San Silvestro.

GLI IMPIANTI SCIISTICI – “Non possiamo permetterci vacanze sulla neve, ma mettiamo subito i ristori sul piatto”, avrebbe assicurato il premier Giuseppe Conte. La stagione invernale, secondo il presidente del Consiglio, “potrà riprendere a febbraio e marzo e anche Francia e Germania dovrebbero rientrare in questa soluzione”. Resta il dubbio sulla possibilità di chiudere o meno gli alberghi vicino agli impianti, in montagna. Conte si sarebbe riservato di fare un’ulteriore verifica: con gli impianti chiusi e lo stop alle mobilità tra le regioni potrebbero anche restare aperti.

CENONI – Per quanto riguarda le feste a casa il Governo pensa solo a una ‘soft law’ per disciplinare i cenoni. Solo “raccomandazioni” e inviti al rispetto delle regole, avrebbe spiegato Conte, ponendo l’attenzione sul fatto che mantenendo alle 22 il coprifuoco anche la notte del 24 e del 31 dicembre, “andiamo già a incidere sulla convivialità”. Non ci sarebbe, quindi, un’indicazione del numero massimo di commensali a tavola, per il premier “impossibile da verificare”.

GLI SPOSTAMENTI – Gli spostamenti tra Regioni gialle a partire dal 21 dicembre saranno consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, e forse al domicilio. Niente spostamenti dunque per incontrare i parenti o andare verso le seconde case fuori Regione. Nessuna modifica neanche ai criteri che fino ad oggi hanno definito i Dpcm e e le loro eccezioni: dunque ci si potrà muovere solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”

LA SCUOLA – Per il rientro alla scuola in presenza il Governo pensa a un tavolo presso le prefetture per coinvolgere istituti scolastici, trasporti e amministrazioni locali e trovare soluzioni caso per caso, differenziando orari di ingresso e trasporti. Lo avrebbe spiegato, secondo quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte ai capigruppo di maggioranza.

NEGOZI E RISTORANTI – Quanto ai negozi, potranno chiudere alle 21, mentre i centri commerciali potranno rimanere aperti il fine settimana e nei giorni festivi prima del 20 dicembre. Nessuna deroga però per le festività natalizie, quando dovranno restare chiusi. Per i ristoranti resterà la chiusura obbligatoria alle 18, dopo quell’ora resta consentita solo la vendita d’asporto e la consegna a domicilio. Ristoranti che potrebbero però restare aperti a pranzo il giorno di Natale, Santo Stefano e forse anche a Capodanno.