Il governo aumenta gli stipendi dei sindaci. È quanto ha deciso l’esecutivo guidato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi tramite la manovra appena approvata dal Consiglio dei ministri. L’indennità di funzione spettante ai sindaci metropolitani e ai sindaci dei Comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario “può essere incrementata, in misura graduale per ciascuno degli anni 2022, 2023 e in misura permanente a decorrere dall’anno 2024, sulla base del trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni” si leggeva nel testo della legge.

Gli aumenti in via percentuale in base al numero dei residenti dei comuni amministrati. Scatteranno a partire dal 2022. In via graduale dunque. Gli aumenti saranno del 100 per cento per i sindaci metropolitani, con percentuali a calare per gli altri Comuni in base al numero dei residenti. Le città metropolitane in Italia sono Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria – le quattro città metropolitane nelle Regioni a statuto speciale sono invece Cagliari, Catania, Messina e Palermo.

L’aumento sarà dell’80 per cento per i sindaci dei Comuni capoluogo di regione e per i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore a 100.000 abitanti; del 70 per cento per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100.000 abitanti; del 45 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti; del 35 per cento per i sindaci comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti; del 30 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 10.001 a 30.000 abitanti; del 29 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 5.001 a 10.000 abitanti; del 22 per cento per i sindaci dei comuni con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti e del 16 per cento per i sindaci comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti.

Per finanziare la misura sono disponibili 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023, 220 milioni a decorrere dal 2024. Di conseguenza cresce anche quello degli assessori che è pari al 65% dello stipendio del sindaco. Draghi ha rinunciato al suo stipendio da Presidente del Consiglio: circa 80mila euro all’anno (6.700 euro al mese). Il documento che certifica la scelta di Mario Draghi è stato pubblicato sul sito del governo lo scorso maggio. La dichiarazione pubblica recitava che il Premier “non percepisce alcun compenso di qualsiasi natura connesso all’assunzione della carica”. Il Presidente della Repubblica guadagna invece 239mila euro lordi all’anno. I parlamentari, deputati e senatori, guadagnano circa 216mila euro lordi all’anno.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.