Dopo la settimana di odio prima e di riverenza poi nei confronti di Matteo Renzi è arrivato Mario Draghi. Il profilo perfetto, secondo molti, per traghettare il Paese verso un risorgimento produttivo ed incisivo nelle politiche europee. Il primo successo di Draghi, secondo molti, è stato quello di non avere profili social, ma in tanti già commentano positivamente il suo ingresso a Palazzo Chigi, facendo dimenticare il già gradito Giuseppe Conte seppur dimenticato allo stesso modo di come gli italiani dimenticarono Mussolini.

Molte testate giornalistiche hanno parlato del grande successo social di Draghi, ma il risultato che ne viene fuori non è per nulla in linea con questa lettura, anzi, secondo un’analisi Twitter che parte dal 28 gennaio al 7 febbraio 2021 del data journalist Livio Varriale, le parole chiave draghi, #quellavoltachedraghi e #consultazionidraghi hanno prodotto 246.286 tweets, 2.652.410 likes, 456.263 condivisioni, 56.170 citazioni e 340.383 commenti.

Trend Tweet

Il boom di Draghi è esploso nel giro di pochi giorni ed è in rapidissima discesa. Secondo il grafico del trend di pubblicazione dei tweets, notiamo come sia iniziato il 2 di febbraio per raggiungere il suo picco il giorno dopo, quando era stata data la notizia che l’incarico di creare una squadra di Governo fosse stata affidata all’ex presidente della BCE. “Un trend Ordinario, spiega Varriale, che da rilevanza ad una notizia decisiva per il nostro Paese. Se il successo di Draghi fosse stato esplosivo sui social, il trend sarebbe salito per altri giorni e invece rieccolo in discesa senza altri picchi”.

Top Like

Chi ha racimolato più like sulla notizia Draghi? Secondo Varriale già da chi ha preso più apprezzamenti dal pubblico social è facile intuire anche il perché. “Il Quirinale ha avuto la meglio confermando che la presa di posizione del Presidente Mattarella ha istituzionalizzato sui social un argomento così importante, ma i like presi in eccesso da post per lo più ironici conferma che, a furia di ironizzare, si è volutamente creato un personaggio positivo. Merito anche di chi nei mesi ha preso posizioni contrastanti verso Conte come i giornalisti Jacoboni e Capone. La satira poi ha contribuito a creare un ampio spazio di visibilità grazie a profili come Spinoza, dio, Luca Bizzarri e Yoda e Osho. Calenda come politico batte tutti, ma anche grande consenso sul fronte liberista con il prof. Carlo Alberto Marfè e Carlo Cottarelli che ha espresso grande soddisfazione sapendo tra l‘altro di essere tra i papabili ad ottenere un ministero”.

Hashtag

Sul fronte degli argomenti più rilevanti, Draghi ottiene più tweets quando si parla di parole associate al cancelletto #, ma c’è uno zoccolo duro al secondo posto di persone che hanno contribuito a creare un sentiment positivo, ma frivolo, descrivendo situazioni ironiche con l’hashta #quellavoltacheDraghi entrato in tendenza. #CrisidiGoverno e #mattarella confermano il successo della bolla Draghi nelle prime giornate dove era ancora in piedi l’incertezza di una squadra dopo il fallimento di Fico a cui è seguita la decisione del presidente della Repubblica.

I più commentati

Chi sono stati i più commentati dal pubblico di Twitter? Continua il rapporto di odio e amore tra il pubblico e Matteo Renzi: dapprima male d’Italia successivamente descritto come il salvatore per aver portato ad una crisi nelle mani di Draghi. Il Fatto Quotidiano è stato surclassato di commenti negativi per l’esposizione avuta in questi mesi dal giornale e dai suoi più alti esponenti, Travaglio e Scanzi, che il tempo ha dimostrato aver sbagliato le previsioni sul Conte Ter, spazzato via appunto da Draghi. Stesso discorso per David Parenzo sempre meno gradito dal pubblico social per le sue posizioni considerate di squadra e poco professionali. Tanti commenti anche per Claudio Borghi che ha avuto l’illuminazione europeista, secondo i commenti negativi di molti media, e per Giorgia Meloni che resta all’opposizione. In questo giro troviamo un Matteo Salvini rimesso e poco polemico che passa in secondo piano se non per la sua posizione apertamente pro Governo Draghi.

Top Tweets

L’analisi dei primi Top tweets non lascia scampo all’interpretazione data dalla ricerca. Oltre agli annunci del Parlamento ed alle sentite congratulazioni del futuro, forse, Ministro Cottarelli, la rete ha bersagliato questa volta il Movimento Cinque Stelle deridendolo per l’incapacità non solo di portare Conte al terzo mandato, ma di rappresentare una classe politica ed un elettorato talmente ignorante da essere trattato come l’ultimo dei ripetenti da un professore di lunga esperienza come l’incaricato Premier. Se in questi giorni Draghi è stato nominato con piacere dalla massa non è certamente per merito suo e non è un caso che il 40 per cento degli italiani non ha fiducia in un suo Governo secondo un sondaggio pubblicato da Swg per Mentana. Quello che invece resta di questi primi giorni di gestione Draghi è la derisione totale nei confronti del Movimento Cinque Stelle e del suo sistema interno di partecipazione, dei sovranisti leghisti folgorati sulla strada di Bruxelles e la soddisfazione di un fronte liberista che spinge per dimenticare il passato in favore di un grande manager al servizio di uno stato come quello italiano. Guai però a fare i paragoni con Ciampi e, ancora di più, a farli con Monti.

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