“Al 22 aprile sono giunte in totale 11 segnalazioni che fanno riferimento a pazienti” di età pediatrica “individuati in diverse Regioni italiane (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto)” affetti da epatite. E’ quanto specifica la circolare diffusa dal ministero della Salute per fare il punto su casi di epatite acuta riscontrati nell’ultimo periodo nei bambini e diffusi soprattutto nel Regno Unito dove i bambini colpiti sono 108, di cui 8 sottoposti a trapianto di fegato.

“Si tratta quindi di segnalazioni relative a casi sporadici sparsi sul territorio nazionale”, precisa la circolare che sottolinea come ad oggi “un paziente non rientri nella definizione di caso (ricoverato prima del gennaio 2022), 2 casi siano in corso di valutazione per possibili ulteriori cause eziologiche, 4 casi siano definibili come ‘sospetti’ (gli esami sono al momento in corso o non definiti), 2 casi siano definiti come ‘possibili’ (età superiore ai 10 anni) e 2 casi ‘confermati’“.

Nel primo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i casi registrati in 12 Paesi sono 169, di questi 17 sono stati sottoposti a trapianto di fegato ed è stato segnalato almeno un decesso.

I pediatri italiani – si legge nella circolare -sono invitati a fare la “segnalazione di ogni eventuale caso di epatite acuta che risponda alla definizione di caso attualmente adottata dall’Oms” oltre che al ministero della Salute di tutti gli eventuali casi di epatite acuta di origine sconosciuta che colpiscano bambini. Anche “le amministrazioni centrali sono incoraggiate a segnalare qualsiasi caso sospetto nelle piattaforme europee (EpiPulse – European surveillance portal for infectious diseasese – nell’EWRS)”.

“Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – ECDC – continuerà a monitorare questo evento attraverso le attività di epidemic intelligence e i collegamenti con gli Stati membri dell’Ue e i paesi del SEE e le principali parti interessate – chiarisce la circolare – . L’Oms sta monitorando attentamente la situazione con altri Stati membri per casi con profili simili. L’Oms non raccomanda alcuna restrizione ai viaggi e/o agli scambi con il Regno Unito o qualsiasi altro paese in cui sono stati identificati casi, sulla base delle informazioni attualmente disponibili”.

“Un caso ‘possibile'” di epatite in pazienti di età pediatrica individuato in Italia “è stato sottoposto a trapianto epatico”. É quanto si legge in una circolare del ministero della Salute diffusa oggi proprio sul tema dei casi di epatite acuta grave di origine sconosciuta registrati nei bambini.

Per quanto riguarda i casi di epatite in pazienti in età pediatrica “non è stato identificato alcun legame con il vaccino anti Covid-19 e un questionario somministrato ai casi, su alimenti e abitudini personali, non ha identificato alcuna esposizione comune“. Più in generale, in Italia “una positività per Adenovirus o per Sars-CoV-2 è stata per ora riportata solo in due casi sospetti. Il ruolo giocato dagli Adenovirus nella eziologia di queste forme di epatite acuta – chiarisce la circolare – ipotizzato da ricercatori UK, non è però confermato in via definitiva”.

Sul sito “Medical Facts” lanciato dal virologo Roberto Burioni, oggi sotto la direzione scientifica di Renata Gili, viene chiarito che “al momento attuale” la causa “non si conosce e questo costituisce senz’altro un problema perché ci si trova di fronte a un’entità sconosciuta”. Cosa fare? “Nel frattempo, per ognuno di noi, non c’è nulla da fare se non mantenere la calma, non preoccuparsi e utilizzare le misure preventive che già conosciamo e che riducono il rischio di trasmissione di molte infezioni virali, come un’accurata igiene delle mani e respiratoria”.

Mentre cominciano ad arrivare le prime segnalazioni anche in Italia, nel focus dedicato dal portale alle epatiti nei bambini, si elencano 5 cose da sapere. Intanto i contorni del problema: “Sono stati rilevati casi di Epatite a insorgenza improvvisa in bambini altrimenti sani minori di 10 anni. Da gennaio 2022 a oggi in Uk ci sono stati 108 casi; in 8 si è reso necessario un trapianto di fegato. Sono stati riportati alcuni casi anche in Usa, Danimarca, Paesi Bassi, Irlanda e Spagna”.

Redazione